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Onore marò nobile scelta tornare Approfittiamo per rapporto India

gennaio 15, 2013 di Redazione 

Si tratta di un caso di omicidio. Per quanto involontario. E i nostri marò ci hanno fatto grande onore, esigendo di mantenere la parola tornando in India dopo i quindici giorni (concessi in virtù del ‘rinsavimento’ della corte che inizialmente aveva loro negato il permesso) di ‘licenza’ per il Natale.

Tuttavia, perché non ‘approfittare’ di questa (malaugurata) occasione di ‘confronto’ (e, ad assecondare le ‘voglie’ – di attaccar briga – di La Russa – a proposito: ha ragione Federica Mogherini: i Fratelli d’Italia, sia pure col volto stimabile di Meloni&Crosetto, sono pur sempre la fazione del repentino accusatore di Corrado Formigli – a rischio, in ogni momento, di diventare ‘scontro’. A dispetto dell’onorabilità e della saggezza dei nostri due rappresentanti), per (dimostrare la nostra amicizia nei confronti dell’India. Governata, ad oggi, peraltro – per chi non lo sapesse – da un’italiana, nata nel vicentino: Sonia Gandhi. Perché le riviste – oggi, di gossip – non ci fanno sapere notizie come questa, in grado – magari – di motivare le nostre giovani a perseguire traguardi più alti, nella vita, che apparire ad Amici o al grande fratello? Incredibile che nel nostro paese, pur complice tra l’altro appunto la malaugurata vicenda che vede coinvolti i nostri due – valorosi. Visto il loro comportamento e le loro scelte. Coerenti. Con la propria divisa. E bandiera – militari, non sia stato fatto nemmeno riferimento a ciò) per dimostrare la nostra amicizia all’India, dicevamo, e inserirci come possibile, nuovo, grande partner commerciale con la Nazione al mondo che più di tutte, oggi, sta puntando sull’innovazione, che cresce a ritmi spropositati e promette di essere una delle ‘nuove frontiere’ dell’emigrazione (non solo italiana. Quanto o più della pur più gettonata – e pubblicizzata – Cina), immaginando possibili interazioni (anche nella prospettiva del loro rilancio) dei nostri centri di ricerca ed università?

(Sarebbe anche un modo per favorire una risoluzione – diplomatica e ragionevole – della vicenda dei nostri militari che tenga – più – conto della nostra sovranità e del fatto che il fatto sia accaduta in acque internazionali).

Perché, in altre parole – in questo come in altri casi – non ricominciamo a fare Politica? (M. Patr.)

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