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Innovazione chiave Rinascimento Italia torni ad essere fucina futuro

gennaio 15, 2013 di Redazione 

Come spiegare a chi è intimamen- te conservatore, che l’innovazione della quale il Politico.it parla da mesi, non è semplicisticamente ‘tecnologica’, ma investe ogni settore della nostra vita (comune)?

L’innovazione che può essere la chiave del nostro possibile, nuovo Rinascimento (che, com’è noto, non fu semplicisticamente un fenomeno ‘commerciale’; ma anche culturale, civile, artistico e financo estetico. Preparatorio del – successivo – Illuminismo – europeo) è una mentalità; una propensione; un orizzonte da perseguire.

E’ la scelta di rifare (perché questo, siamo stati, nel corso di tutta la nostra Storia: da Leonardo, a Michelangelo, fino alla stessa invenzione del – primo – pc da parte dell’Olivetti di Ivrea. La chiave di volta della nostra vita, della vita dei giovani di oggi – e di domani – il prototipo delle innovazioni di Steve Jobs, venne concepito, – appena – cinquant’anni fa, in un edificio di una fabbrica di I-vre-a. Al di là di ogni provincialismo! Allora, sotto la guida di Adriano Olivetti, – vero – ‘centro del mondo’) dell’Italia il luogo nel quale si concepisce il (nostro) futuro. Non solo nelle ‘nuove tecnologie’: ma in ogni comparto della vita umana.

Che magari sarà – ancora. Per qualche tempo. Pena, altrimenti, il rischio di una auto-distruzione – eminentemente (e in-esaustivamente) ‘tecnologicizzata’; ma non per una (riduttiva) scelta preventiva di una Politica miope e schematica, di puntare esclusivamente su questo filone.

Innovazione sul piano etico-filosofico; sul piano artistico; sul piano della produzione di prodotti innovativi in grado, così, di fare la differenza sul mercato (delle – nuove – tecnologie, anche, certo, ma non solo); sul piano, financo, delle modalità di espressione della nostra incomparabile tradizione artigianale e di livello di impresa familiare.

E’ la (possibile) cifra dell’Italia del domani; un’Italia che si ri-ha della propria autorevolezza non solo sul piano dell’immagine, ma dei contenuti; riprendendo ad essere il punto di riferimento dell’umanità intera.

Indicando ad essa una strada, ricreando qui la fucina del futuro del pianeta, il luogo nel quale tutti hanno voglia di investire perché è qui che circolano le migliori nuove idee; perché avendo fatto dell’innovazione – e quindi della cultura e della ricerca. In senso ampio! Da praticare non ‘solo’ a livello d’eccellenza, ma come ‘impostazione’, impianto, declinazione di un nostro ‘nuovo’ – in realtà storico – modo di intendere la vita (‘pubblica’) – il nostro ossigeno, è qui che si ricrea il clima più adatto al loro (libero) svolgimento, perché è qui che ci sono i maggiori stimoli, e la maggiore inclinazione ad innovare.

La scelta di una Nazione – della quale, scriveva Einstein, la cultura, la ricerca rappresenta l’anima, lo spirito. Lo spirito dell’innovazione -, ancora una volta, insomma, e non solo (, più,) quella di un ‘mercato’ (interno). (M. Patr.)

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