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Liste, l”albo delle figurine’ di Monti Svela incultura (anti)democratica

gennaio 14, 2013 di Redazione 

Il personalismo di Monti emerge anche nella scelta di promuovere candidature(-spettacolo) di ‘per- sonaggi’ gioiosi (mentre gli italiani, molto meno gioiosamente, non arrivando – per il 41%: quasi la metà – ‘alla fine del mese’, aspettano che il presidente del Consiglio in carica assuma – “ancora” – ? – qualche misura – e non altri annunci. Di candidature glamour – per non dare la sensazione che la Politica trascorra questo – ulteriore! L’ultimo, vero provvedimento risale infatti alla non-riforma del lavoro Fornero: aprile 2012 – mese e mezzo cincischiando – autoreferenzialmente – solo di sé) che nulla hanno a che vedere con la prospettiva del ‘fare le leggi’ (per chi lo avesse dimenticato, unica, alta funzione del nostro Parlamento. A cui potranno essere chiamati qualora le ‘liste Monti’ supereranno, anche in s-ragione di ciò, la soglia di sbarramento), che ‘tradiscono’ la (sola, ‘impaziente’) smania di racimolare voti (nella più classica, e deteriore, tradizione politicante), in perfetta continuità (e in-coerenza) con Casini.

Parliamo, ad esempio, di Vezzali, ma anche – con tutto il rispetto. Peraltro, per ciascuno di essi, che recano – come ‘ogni’ nostro connazionale – meriti individuali. Ma gli italiani hanno bisogno di risposte – legislative, e Politiche – alle loro esigenze, e queste possono venire solo da personalità – non politicanti – che siano capaci e dedite allo svolgimento della funzione del parlamentare, e non pre-disposte a fare passerella – il comandante De Falco – forse il meno ‘estraneo’ di tutto l”elenco’ – o il primo sposo gay d’Italia: le Camere sono una cosa seria, non un albo delle figurine.

Ma è anche vero che Monti, definendone ‘l’inutilità’ – parole sue, rilasciate la scorsa estate al quotidiano tedesco Bild – ha già fatto capire di non tenerle in particolare considerazione.

Anche il Pd ha ceduto ad una tentazione simile. Ma almeno i personaggi-simbolo di Bersani sono personalità del mondo della cultura, del lavoro, della Politica in senso ‘lato’ (in realtà in senso vero, effettivo), che onoreranno la loro presenza nelle istituzioni dando (comunque) un contributo alla costruzione del futuro dell’Italia.

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