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Istruire (riEducare) popolo italiano A vantaggio (e non contro) di élite

gennaio 13, 2013 di Redazione 

Persone che ogni giorno fanno il loro lavoro (anche) in funzione della (sua) incidenza sulle dinamiche politiche e sociali del paese.

Che coincide con il loro (principale) interesse e ‘divertimento’ (intellettuale). Che ricevono da questo soddisfazioni e motivazioni a farlo sempre meglio.

E’ la società (italiana) delle élite, un novero ristretto di nostri connazionali nelle cui mani si trovano (de facto) i futuri (Politici – ?) del restante 95% del popolo italiano.

Immaginate ora (non di intervenire marxisticamente per ribaltare questo rapporto di forza, premiando la contrapposizione in luogo di una crescita – comune, ma) di elevare tutti i nostri connazionali al livello culturale dei membri delle élite (?).

E di consentire a ciascuno di essi di incidere tanto quanto loro (sulla nostra realtà – comune) facendo un lavoro che – non essendo affatto, e proprio grazie a questa maggiore lungimiranza, ‘necessariamente’ lo ‘stesso’ lavoro – eminentemente intellettuale – ? – svolto dalle élite; ma che possa, al ‘contrario’ (?), tornare ad essere un lavoro manuale, e financo di fatica, svolto però, grazie a quelle – maggiori – libertà e responsabilità, con l’arte e la creatività che caratterizzano il popolo italiano, e dunque in grado di costituire un’ulteriore leva per la nostra ripartenza e il nostro possibile, nuovo Rinascimento – li soddisfi e li appaghi inducendoli a fare ogni giorno meglio.

Immaginate ora di dare a queste persone (cioè a tutti gli italiani) la possibilità di praticare anche istituzionalmente (in modo effettivo. E non solo illusorio e, dunque, ingannevole) questa loro (ritrovata) libertà, autodeterminandosi e compiendo in ‘prima persona’ le scelte (Politiche) che riguardano il – così, proprio – futuro.

Come dite? E’ il fondamento del ‘popolo sovrano’ sancito già oggi dalla Costituzione? Motivo ‘in più’ per liberare i nostri connazionali dai lacci e lacciuoli (rappresentati dalla loro costrizione in un – perdurante – (semi)analfabetismo – di ritorno – ?), e compiere finalmente – attraverso l’istruzione e l’Educazione – la nostra democrazia.

A vantaggio, e non contro, (però, anche,) delle stesse élite.

Nella foto, Giuseppe Mazzini: il Padre della Patria fu il primo a parlare dell’istruzione e dell’Educazione come della principale leva – di progresso ovvero – di eguaglianza

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