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In tv ragazzi vincitori primarie. Pd cammini da solo, lasci stare Monti

gennaio 3, 2013 di Redazione 

L’errore di Pigi è (stato) appoggiar- si (e delegare) la responsabilità della guida (no ai personalismi e alle – eccessive – personalizzazioni non significa rit(i)rarsi completamente dalla scena, perché le idee camminano sulle gambe degli uomini, e se non ci sono questi ultimi, le prime non nascono nemmeno) ad altri (e anche, in questa chiave, non decidersi mai per il – doveroso. Per il bene dell’Italia! – voto anticipato. Ma ora è inutile rinvangare il passato).

Bisogna smettere di vedere in Monti un compagno traditore: perché non è mai stato compagno e perché quindi la sua presa di distanza non è un (vero) tradimento (anche se è sicuramente un vero, clamoroso atto di slealtà. (In)degno del doppiogiochismo del suo partito, l’Udc), ma semplicemente l’uscita da un’ipocrisia che era stato anche il Pd stesso, ogni volta che si era trovato a contestare provvedimenti del governo che egli stesso teneva in vita (artificialmente, vedi alla voce strana maggioranza composta da tutto e dal contrario di tutto), a consentire e accreditare.

Beh, ora da questa ipocrisia si è usciti: e il Pd deve camminare (come avrebbe dovuto fare da subito) con le proprie gambe.

Prima che sia tardi, visto che manca ormai poco più di un mese al voto, Pigi (e gli altri leader! A cominciare dai – bravi – ‘giovani turchi’ – lo stesso Fassina, Andrea Orlando, le ragazze: vengano mandati i giovani – brillanti! – dirigenti del partito usciti vincenti dalle primarie, in televisione! Faranno – loro – la differenza. Immaginate un Pd che si presenti con le facce, giovani, pulite, competenti, coraggiose dei nostri futuri, giovani deputati, mentre l’Udc e il Pdl continuano ad apparire con i volti degli stessi personaggi che ci hanno ridotto nella condizione attuale: varrebbe almeno tre-quattro punti in più immediati in termini di consenso degli italiani. E darà così un ‘senso’, vero, concreto – in termini di – immediata – responsabilizzazione – alle primarie per i parlamentari – che devono occuparsi però di rilanciare il profilo e la proposta Democratica e non inseguire a loro volta, sia pure criticamente, i personalismi mascherati da soluzioni di Monti) cominci(no) a fare campagna elettorale (finora è stato un recriminare per l’allontanamento da e de il presidente del Consiglio che ha restituito ‘prestigio e credibilità’, e anche affossato la nostra economia, all’Italia nel mondo) affermando la proposta, il progetto, l’orizzonte verso il quale il Pd vuole portare la nostra Nazione. Lasciando Monti a Casini e al restante (?) 5% (clientelare) della maggioranza relativa (ristretta) del popolo italiano che ha votato (e continuerà a votare) l’Unione di centro.

Nella foto, Miriam Cominelli, 6mila preferenze

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