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Candidature simboliche Pd ‘serie’ Ma italiani ‘bramano’ (più) Politica

gennaio 2, 2013 di Redazione 

A Pigi non possiamo non ‘segna- lare’ (lealmente) che la scelta di caratterizzare la campagna del Pd con queste (pur apprezzabili) candidature ‘simboliche’, non può non essere ricondotta (in parte) alla deriva personalistica che (Bersani stesso ha avuto il merito di cominciare a ‘denunciare’ per primo, quando parlava degli “eccessi di personalizzazione” portati da Berlusconi, e che) ha svuotato, sterilizzandola, e reso autoreferenziale la nostra politica di oggi.

Si comprende come tali mosse da parte del Pd costituiscano la ‘reazione uguale e (in parte, per la loro – comunque – serietà) contraria’, l’effetto (collaterale) della discesa in campo di Monti: ovvero per l’appunto un coup de theatre a sfondo (e non solo) personalistico.

Ma il Partito dell’Italia non deve far discendere le proprie scelte da alcuna forma di reverenzialità e ‘subordinazione’ ad una preminenza (anche, nel dettare l’agenda del dibattito pubblico) che non può che essere di pertinenza esclusiva – del primo partito italiano, e – dell’area di opinione e sensibilità più onesta e responsabile della nostra Nazione, che ha il dovere di capitalizzare il suo attuale vantaggio sui propri contendenti anche per riportare la discussione – e, quindi, le scelte – dalla composizione delle alleanze e delle liste, dal culto della personalità (di Monti) e della ‘figura’ ai contenuti, alle idee, alla sostanza. In una parola: alla Politica.

Sarà anche il modo nel quale il Pd compirà l’ultimo ‘scatto’ che gli potrà assicurare una larga maggioranza (e la prospettiva, che rappresenta il vero obiettivo!, di un governo di legislatura che possa finalmente fare ciò di cui l’Italia ha bisogno) anche al Senato.

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