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Pigi, declina (ora!) progetto per I. Pd doppio Pdl, sei volte lista sleali

gennaio 2, 2013 di Redazione 

Pigi sembra (comprensibilmente) contrito per slealtà multipla di Ca- sini e Monti. Ma sappia che se il Pd entra prepotentemente in campagna elettorale con il suo progetto, la Lista dei traditori promette di non andare oltre il solito, misero (e, alla luce di tutto questo, giusto) risultato dei partiti del doppio forno. Cioè più vicino alla soglia (di sbarramento) che alla doppia cifra del 10%.

Però quello che è di gran lunga il primo partito italiano – tanto per capire quali sono i veri – al netto della propaganda – rapporti di forza, il doppio – rapporto 30-15 – del Pdl; circa sei volte la lista degli sleali – 30-5/6 – non può lasciare la scena esclusivamente a Monti e a Berlusconi.

E, al tempo stesso, non li deve inseguire sul terreno del loro vuoto (personalistico; come peraltro Bersani sottolinea da tempo. Il che significa, però, anche non pensare di delegare a – pur apprezzabili, a cominciare da quella di Massimo Mucchetti – candidature-simbolo – e, diciamocelo, un po’ ‘spettacolo’ – la responsabilità di rappresentare ciò che il Pd pensa agli italiani: perché l’impressione che ne viene è di una mancanza di pregnanza, di attenzione – e in una distanza – (d)alle Persone e dalle questioni reali – come in una sterile continuazione, appunto, dello show-business – che finisce per risolversi, invece che in un fattore propulsivo, in un possibile boomerang).

Ma, al contrario, deve declinare l’unico, vero pensiero forte e (correlativo) programma pensato – com’è inevitabile, potendo venire solo dal Partito dell’Italia – peraltro il solo, vero partito – inteso come strumento per perseguire il bene della Nazione, e non come comitato elettoralistico/d’affari per la difesa di interessi (particolari) – oggi in campo – la risposta all’esigenza – reale – di Politica del nostro Paese – nell’esclusivo interesse di tutti gli italiani (e non di se stessi).

(Pensi il candidato premier del centrosinistra ad esempio al risalto, e comunque alla suggestione, suggerita dalla sua visita in Libia – ‘al di là’, ma non troppo, del merito specifico della scelta -: perché l’Italia ha bisogno di Politica, ed è facendo Politica, cominciando – in campagna elettorale – col ‘raccontarla’, con il coinvolgere i nostri connazionali nei sogni – che non significa ‘utopie’, ma propositi ad un tempo Alti e concreti – per la costruzione del futuro del nostro Paese, che si può fare la più grande differenza. Anche, e da subito – vedi Stefano Fassina, il più onesto e responsabile degli attuali dirigenti Pd, vincitore assoluto delle primarie con le sue 11mila preferenze – in termini mediatici ed elettorali.)

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