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“L’Italia? Grazie a Monti credibile e prestigiosa” Intanto gli altri Paesi escon da crisi… Patrone

dicembre 26, 2012 di Redazione 

Bersani: “Noi siamo orgogliosi di avere sostenuto e di sostenere Monti che ci ha restituito credibilità e prestigio in Europa”. Peccato che questi credibilità e prestigio, alle persone che oggi non arrivano alla fine del mese (insieme, lo ripetiamo ancora, alle loro famiglie, quelle delle quali la politica politicante si riempie demagogicamente, perdonate l’espressione più forte, la bocca, salvo poi lavarsi accuratamente le mani di fare alcunché di concreto per sostenerla), e che dopo un anno di governo Monti si sono moltiplicate, non impediscano di rischiare di finire su una strada. Peccato che coloro, tra i leader delle altre nazioni, che riconoscono “credibilità e prestigio” al presidente del Consiglio, abbiano intanto – mentre tessevano le lodi del loro brillante collega italiano – portato avanti un qualche straccio di politica economica nel loro Paese (quella che noi continuiamo a non vedere nemmeno col binocolo), così che, nella stessa crisi, mentre l’Italia affonda al 2,5% di recessione, loro tengono botta (molto meglio). Peccato che il governo Monti abbia portato credibilità e prestigio, ma non sia tanto popolare tra le decine di migliaia di italiani che, passato Monti a Palazzo Chigi (e Fornero al ministero del Welfare), non hanno, da quest’anno, più né uno stipendio né una pensione (parliamo della vita delle Persone!). Peccato che credibilità e prestigio non siano precisamente gli aggettivi che vengono in mente per descrivere la non-riforma della scuola basata sulla distribuzione di IPad agli insegnanti (che avrebbero bisogno di corsi di aggiornamento e formazione! Insieme a una didattica e a contenuti rinnovati per i nostri studenti). Peccato che Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria ma soprattutto uomo illuminato che si è fatto da solo (la sua Mapei è una multinazionale dotata di credibilità e prestigio in tutto il mondo), non abbia considerato tanto credibile e prestigioso un decreto Sviluppo (?) (che, non avendo uno straccio di idea di che fare, disperde inutilmente le nostre risorse – vanificando quello stesso rigore – mal declinato – che ha meritato (?) credibilità e prestigio al presidente del Consiglio! – in mille rivoli, e) scorrendo i capitoli del quale, “mi fumava la testa”. Peccato che il termine di paragone fosse Berlusconi, e dunque non esattamente un modello impossibile da (non) imitare. Peccato che la nostra attuale classe dirigente sia così avulsa e autoreferenziale, da pensare che essere seri, rispettosi delle regole e capaci di pubbliche relazioni, sia condizione sufficiente (per pensare di non potere fare altrettanto e autoproclamarsi quindi del tutto inadeguati e) per essere considerati dei salvatori della Patria: la Patria, intanto, il cui fallimento è stato solo ‘rinviato’ di un altro po’ grazie ad un intervento del presidente…Draghi, aspetta con ansia che torni – in luogo dei venditori di fumo tanto amati – e fiancheggiati! – dalla nostra stampa – la Politica vera.

MATTEO PATRONE

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