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Così Monti ‘ritorna’ lealtà Bersani Modi opposti di concepire Politica

dicembre 21, 2012 di Redazione 

Monti (si) promette a Bersani (come) un (possibile, leale – parole sue) alleato (nel caso in cui il premier, scelta una – sola – parte – tra le tre che gli hanno garantito un anno di governo – e di visibilità – senza avere mai chiesto il voto degli italiani (prima) – non dovesse – raggiungere il proprio – primo – obiettivo, e – succedere a se stesso).

Qualcuno dovrebbe forse ricordare a Monti che i due erano già alleati (fino all’altro ieri). E che il “leader dei moderati” (che restano tali mentre e nonostante l’Italia affondi, riuscendo così – ineffabilmente – a continuare ad occuparsi di loro stessi invece che degli italiani che – in queste, stesse ore – faticano, magari – per quello stesso, loro immobilismo! Politicante – ad ‘arrivare alla fine del mese’ – ma è, ormai, una – vuota – formulazione retorica, che non rende l’idea della fatica e della sofferenza a cui sono sottoposti alcuni dei nostri connazionali – o a far continuare gli studi ad uno dei propri figli: perché di questo, per coloro a cui stesse sfuggendo, staremmo parlando), candidandosi (?) ‘contro’ Bersani dopo che Pigi lo ha sostenuto (, solo, lui sì,) lealmente (fino all’ultimo giorno), è già venuto meno (preventivamente) a quella promessa.

Esattamente come accaduto con gli italiani, a cui aveva garantito (in più occasioni) che non si sarebbe ricandidato (o che comunque non avrebbe partecipato alla tornata elettorale), e che oggi si trovano a scegliere tra chi li ha ridotti nella condizione attuale (Berlusconi), chi (di fronte ad un’opportunità personale) non ricambia (nemmeno) la lealtà (Monti) di chi gliene riconosce così tanta da mettere a rischio il proprio, stesso percorso, e un uomo come Bersani (che sanno, se decideranno di sceglierlo come prossimo premier del nostro Paese, che non verrà mai meno agli impegni presi – (solo) con loro. Anche a costo di rimetterci. Lui. Ma, per il bene dell’Italia, il Pd dovrà sostenere il suo segretario in modo tale che questo non succeda. E che il primo, vero – possibile – governo Democratico dalla nascita del più grande – unico? – partito italiano, faccia ciò di cui il nostro Paese ha bisogno – nell’interesse di TUTTI gli italiani -, arrivando – da vincente. E, con lui, l’Italia – ‘fino’ al 2018). (M. Patr.)

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