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‘Sostenuto da chi m’ha sfiduciato’ Ministro Bilancio possibile gov. Pg

dicembre 13, 2012 di Redazione 

La vittoria del centrosinistra appare, a Berlusconi piacendo o meno, mol- to probabile. Candidandosi con le (stesse) forze populiste e anti-europee che – giustamente – dice di voler contrastare (e da cui, con il solito – delizioso - humor, fa notare di essere appena stato mandato a casa), Monti – oltre a rinnegare tutta la propria storia – rischia di andare incontro ad una eclissi elettorale che lo porterebbe fuori sia dal governo sia rispetto ad ogni altra possibile ‘destinazione’ istituzionale del prosieguo della sua esperienza pubblica (in Italia o, sia pure con qualche chance in più di poter mantenere questa prospettiva, in Europa).

Non farebbe gli interessi suoi né dell’Italia né, financo, di quella destra di stampo cavouriano ed einaudiano che rappresenta lo sbocco obbligato (insieme al partito dell’Italia) della democrazia bipolare italiana.

Una destra costituzionale ed europeista (la tanto agognata sezione italiana del Ppe) che – lasciandosi alle spalle ogni tentazione egemonica e oligarchica – potrebbe – a nostro modo di vedere – partecipare al governo di un Pd che avesse una propria, inscalfibile maggioranza parlamentare, con la figura del (solo) Monti ad occupare il ministero del Bilancio (quello del presidio sui conti; mentre per la ripartenza della nostra economia, come abbiamo capito, ci vogliono risorse giovani e dinamiche. Per usare una parola che piace al capo del governo: moderne).

Una destra che – attraverso la mediazione -dell’onestà e della responsabilità- dell’attuale presidente del Consiglio – si possa saldare con la guida alta e ‘centrale’ di un Pd che – facendosi fino in fondo partito della Nazione, e puntando così ad accogliere sotto la propria ala – insieme ai propri elettori ‘storici’ – una larga parte di quel 40% di cittadini che negli ultimi vent’anni hanno preferito non votare – dia una mano al centrodestra a ricomporsi attorno alla figura di Monti, isolando – e sganciando alla (propria) destra – le componenti antilegalitarie ed ‘estreme’.

L’obiettivo del partito dell’Italia, a sua volta, dovrà essere ‘occupare’ (democraticamente) la scena politica italiana (senza porsi preventivamente limiti di rappresentatività) offrendo se stesso come baricentro e come guida onesta e responsabile che, per questo (compresa la com-partecipazione di Monti), tenderà a fare il bene di TUTTI i nostri connazionali – sia delle persone (cosiddette) ‘più deboli’ sia di quelle (già adesso) abbienti: come oggi, molto più di un tempo, abbiamo la possibilità di contemperare – dandosi ‘semplicemente’ l’obiettivo di salvare e rifare grande l’Italia.

Se gli italiani ad un certo punto decideranno che ‘non c’è alternativa’ (alla sua – sempre più ‘centrale’ - offerta), nessuno – almeno a sinistra. Ma, probabilmente, non solo – se ne potrà dispiacere.

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