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2013-2018 ultima occasione. I./ Pd Dem uniti a dar forza governo Pigi

dicembre 6, 2012 di Redazione 

Giuliano Da Empoli, già assessore alla Cultura al comune di Firenze e collaboratore di Renzi, dà corpo ai timori di chi sospetta – da tempo – che una parte di quanti si sono impegnati per la vittoria del candidato innovatore alle primarie del Pd, possano non accontentarsi (come invece sembra(va – ?) essere – generosamente e responsabilmente – disposto a fare Matteo) di avere dato un contributo – c’è chi dice – alla (effettiva, a questo punto) ‘nascita’ del Pd.

E, per bocca appunto dello scrittore toscano, parlano ora della possibilità di dare una “struttura organizzata” (corrente? Associazione?) al “movimento”.

Non siamo d’accordo (e, senza voler interpretare il suo pensiero – che non conosciamo – supponiamo l’uscita di da Empoli possa non essere andata del tutto giù nemmeno a Matteo).

Il ‘movimento’ c’è già: si chiama Pd. Si tratta di avere la pazienza, e l’onestà, di tessere quotidianamente la tela delle relazioni DENTRO il partito – che naturalmente, nella sua componente oggi maggioritaria, può e deve aprirsi – per rilanciare! E non per ‘mettersi d’accordo’ - ai contributi in primo luogo di contenuti e di idee dei ‘già rottamatori’-che non significa scendere a compromessi o contrattare qualche posticino qui o lì, ma lavorare per una contaminazione e una maggiore integrazione reciproca. Nella chiave della costruzione di una prospettiva (unitaria) e non per rinsaldare ciascuno le (proprie) posizioni.

Perché l’occasione del Pd – e – dell’Italia – è 2013-2018 (e guai se, questa volta, il centrosinistra se la lascerà sfuggire: e tutti devono essere consci che questo – fare finalmente del nostro un grande Paese moderno, compiendo cinquant’anni di transizione italiana – è l’obiettivo, e che ogni altra scelta deve essere preventivamente piegata a questa prospettiva), e non ad un ‘prossimo giro’ (che dobbiamo piuttosto auspicare possa magari rappresentare la ‘prosecuzione’ di questo, in stile, per dire, Blair-Brown – in ordine inverso? – e) che c’è il rischio, altrimenti, alcuni Democratici possano ‘auspicare’ arrivi prima di quando dovrebbe (il logoramento della segreteria Veltroni è ancora ‘fresco’ nel ricordo di tutti).

Cosa che, nel caso in cui avvenisse, significherebbe il fallimento. Del Pd, di tutti noi ma soprattutto del Paese.

Che non è un”espressione retorica’, bensì significa – innanzitutto – la vita – REALE! – di milioni di nostri connazionali. Che vedono nell’unica forza in grado di salvare – e rifare grande – la nostra Nazione, la – loro! – ultima occasione. Per tornare ad avere fiducia. In loro stessi e nel nostro futuro. Comune.

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