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***Il futuro dell’Italia***
NO AD ALTRI QUATTRO MESI DI IMMOBILISMO (CINCISCHIANDO DI LEGGE ELETTORALE)

dicembre 4, 2012 di Redazione 

Ha ragione Schifani: si stanno tenendo (il centrosinistra le ha concluse – in attesa di quelle per i parlamentari – brillantemente; il centrodestra forse le farà) le primarie: benissimo. La partecipazione, come ricorda lo stesso presidente del Senato, è (condizione) necessaria perché i cittadini abbiano il senso di poter incidere sulle proprie situazioni (del – loro – Paese) e dunque perché ogni momento di difficoltà contenga in sé anche la percezione di una possibilità di superarlo e accedere ad una fase più felice e produttiva.

Ma poi si tratta di incidere su quella situazione. E siccome per il momento i cittadini possono partecipare soltanto nel senso di scegliere i migliori candidati per la prossima tornata legislativa, è necessario che i protagonisti della scorsa, si assumano la (loro!) responsabilità di non buttare questi quattro mesi (come peraltro è stato fatto sostanzialmente per i precedenti!) che ci separano dalle elezioni che non possono – ripetiamo: non possono. Ne va della sopravvivenza del nostro Paese! – essere trascorsi semplicemente alambiccando sulla legge elettorale (CONTINUA ALL’INTERNO). (Nella foto, il ‘niet’ di Silvio)

Non è vero che i singoli parlamentari non possono fare nulla: da ciascuno di essi può partire l’indicazione (legislativa!) di un percorso che potrà poi in seguito essere fatto proprio – nella sua realizzazione vera e propria – dal governo. Il problema è capire che il Parlamento non è un ‘canale televisivo’, o un’anticamera nella quale aspettare il proprio turno per entrare (come ‘ospiti’) nello studio di un talk show; il Parlamento è il luogo nel quale si fanno le leggi del nostro Paese, e chi vi prende parte deve avere nella testa e nel cuore il solo desiderio di fare questo, nel modo più adatto alle esigenze (complessive!) della propria Nazione (facendosi carico di una responsabilità generale! E non soltanto rappresentando interessi – particolari. Per quanto – magari(!) – legittimi).

Altrimenti si finisce per bloccare un’intera comunità – anzi, un’intera macchina – politicante – in ciclica attesa di un (redivivo) momento elettorale in cui confermare quei (in quel caso; in quella visione distorta della Politica e del proprio impegno parlamentare) propri privilegi, in nome dei quali si sarà sacrificato – progressivamente – il benessere stesso e la possibilità di sopravvivenza del più ‘bel’ (ma a 360°! Non solo per il proprio territorio – incontaminato – ma per le proprie potenzialità – economiche e culturali) Paese del mondo.

Perché, per chi non avesse colto, siamo ad un crocevia della Storia: in Italia il combinato disposto di desuetudine alla (vera) Libertà, buone condizioni di tenuta delle nostre famiglie, un certo senso di responsabilità e di “maturità” del popolo italiano, hanno fatto sì che la ‘protesta’ sia stata limitata – ad oggi – a qualche (retorica) rivendicazione studentesca; ma il malcontento cova sotto la cenere; e anche se non se ne vedono all’orizzonte, il primo “pifferaio magico” capace di farlo, può tra(s)mutare (e canalizzare) quella reazione in pericolosa deriva populista.

Ma questa eventualità non si scongiura semplicemente denunciando il ‘fenomeno’! Ma assumendosi (ora! E – ciascuno di noi! – in prima persona) la responsabilità di offrire soluzioni (come Bersani, auspicabile futuro presidente del Consiglio, ha già cominciato a fare programmando in queste ore una visita al primo ministro libico ‘per’ raccogliere il nostro spunto di una possibile via d’uscita alla crisi delle aree depresse del meridione d’Europa). Sì, facendo anche un po’ di sforzo e fatica! Perché la Politica è servizio, non aurea pensione (indipendentemente dall’età anagrafica di chi abbia ancora la voglia e le energie per dedicarsi a perseguire il bene – esclusivo! – dei propri connazionali!).

Quelle offerte in questi anni da il Politico.it (dalla sintesi del progettoalla concezione economica (né liberista né keynesiana!), dal ruolo-chiave della formazione, fino alla prospettiva euromediterranea-africana e alle (nuove!) proposte aggiornate alle ultime ricognizioni sulla crisi) sono, come sapete – generosamente e disinteressatamente! – a vostra (nostra) disposizione. (M. Patr.)

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