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salvaSallusti, interesse cittadini(?) Intanto giustizia lenta rovina vite

dicembre 2, 2012 di Redazione 

Nel caso Sallusti la Politica non deve “trovare una soluzione” (ad personam. Come si è già, autoreferenzialmente, impegnata – fino ad oggi – a fare – approfittandone al limite per dare un altro colpo allo Stato di diritto col pretesto di ‘salvare Sallusti’, dal nome della norma nell’interesse di tutti noi pensata alla Camera – e alla quale ora la sollecita, coerentemente con tutta la propria storia – recente. Di leggi immaginate per la risoluzione delle proprie controversie giudiziarie – Berlusconi), ma prescindere completamente dalla vicenda specifica.

Della quale, sola – e SOLO in questo momento – al solito si sta parlando! Mentre migliaia di italiani aspettano – da anni! Nel totale disinteresse dei media – che i loro procedimenti, durati decenni, trovino uno sbocco; altri aspettano – ‘semplicemente’ – giustizia, le vite rovinate dal dolore per torti subiti magari anche in virtù della percezione di una giustizia che non funziona e che dunque si può ‘aggirare’; aziende, fornitori falliscono perché la giustizia civile è troppo lenta e chi decide di non pagare, lo può fare anche perché prima di esservi costretto dalla legge può passare fino a un decennio: altro che deregulation! Qui sta, se ce n’è uno, il vero freno legislativo alla ripartenza della nostra economia.

Beninteso: nessuno può essere minimamente contento se Sallusti finisce in carcere (a parte, verrebbe da dire, il diretto interessato, che, a sentire lui, ripete di volerci andare ad ogni piè sospinto). Ma nemmeno se ci finisce chiunque altro (dovrebbe avvenire). Ma le soluzioni ai problemi della giustizia non possono venire sulla base delle specifiche esigenze di un singolo imputato ex post rispetto alla sentenza! E, naturalmente, curandoci soltanto dei ‘nostri’ amici o – peggio ancora – di chi ha comunque la forza di difendersi (mediaticamente). Magari mascherando tutto ciò da impegno per la libertà e la democrazia. Ma quale libertà e democrazia, se i cittadini comuni non possono, oggi, avere giustizia nei tempi dovuti!

La Politica dovrebbe, allora (avrebbe dovuto in questo ventennio!), stabilire quali siano i capisaldi (ideali! E giuridici) su cui incardinare la Giustizia e il sistema giudiziario nel nostro paese per i prossimi cinquant’anni, e procedere ad una riforma organica e complessiva. E dopo di ciò, se mai (ce ne fosse ancora ‘bisogno’), dare risposta al singolo caso Sallusti. Badando bene di specificare che non si dovrebbe, comunque, scrivere il falso (specie quando infama in maniera così grave una Persona!), e tanto meno auspicare la pena di morte per chicchessia (tanto meno nascondendosi sotto un falso nome, per di più essendo magari già prima ‘falsati’ nella propria (s)correttezza professionale e deontologica facendo qualcosa che il codice dei giornalisti dice che non si può fare. E, naturalmente, nemmeno consentire – scientemente – che tutto questo avvenga. Sul PROPRIO giornale! Qualcuno ha idea di quale sia il livello di personalizzazione – e ‘controllo’ – di un quotidiano da parte del direttore?).

Nell’interesse dei cittadini, e non di chi, come il direttore de il Giornale, tradisce la propria strumentalità nel momento stesso in cui, dicendo di volere essere messo sullo stesso piano di tutti noi, accetta di diventare un caso mediatico (fine a se stesso), chiedendo risposte per sé (o al massimo per i ‘direttori’ o per un’informazione che trarrebbe un ben più consistente – ed è nella IMMEDIATA disponibilità di ciascuno di noi! - beneficio se coloro che animano il nostro sistema dei media tornassero a concepire il proprio mestiere come un servizio nei confronti degli italiani, a cui offrire informazioni responsabili – e – utili alla costruzione del futuro dell’Italia! - e non – tanto – un prodotto di consumo, con relative deformazioni) e non per i nostri connazionali (come invece potrebbe, tranquillamente, cominciare a fare. Trasferendo su di loro tutta l’attenzione, si può proprio dire così, del caso).

Strumentalità alla quale fa specie si sia accodato un mondo dell’informazione evidentemente non immeritatamente da noi già definito collaterale alla politica. Autoreferenziale.

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