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E dopo sanità sarebbe l’istruzione Liberismo porta a società egoista

novembre 24, 2012 di Redazione 

La “razionalizzazione” indicata come parola-chiave da Ignazio Marino è indispensabile: il sistema sanitario nazionale – anche per le ragioni, legate ad una incultura di tipo ‘mafioso’, di cui parla il presidente del Consiglio – proprio per poter rimanere (pubblico), non può continuare ad essere il carrozzone (finalizzato ad alimentare, come dice giustamente Monti, clientele) che è oggi.

Tuttavia la privatizzazione della sanità (prefigurata, tutto sommato, dal premier che non usa la parola ‘razionalizzazione’ ma ‘ricerca di nuove fonti di finanziamento’: si comincia alzando la tassazione – magari concedendo sgravi a chi ricorre a strutture private – e si arriva alla (completa) deregulation. Così come, e rispetto a questo siamo, benché ‘nessuno’ se ne sia accorto, ad uno ‘stadio’ molto più avanzato – perché l’incultura della competizione-e-basta ha ormai attecchito anche in larga parte del centrosinistra – la privatizzazione – ‘completa’ – dell’istruzione) rischia di essere la naturale conseguenza (o – sia pure in tempi ‘morbidi’ – evoluzione – all’americana) di una concezione liberistica che mira ad una società in cui ciascuno è chiamato a provvedere (in via esclusiva! Davvero, in tutti i sensi) a se stesso (naturalmente sulla base dei privilegi acquisiti – dalla sua famiglia di origine. Contro ogni falsa – illusione di – ‘liberalizzazione’ – meritocratica – montiana), anche nella cura di se stesso (e della propria salute. Come già avviene – o, in parte, avveniva – negli Stati Uniti!), con un potere pubblico sempre più debole e marginale.

Concezione liberistica, ma tutt’altro che liberale: perché la vera Libertà – per coloro a cui sfuggisse, radice – ideale e etimologica – del suddetto liberalismo – sta nell’offrire a tutti le stesse possibilità! Cosa che – a dispetto di ogni comodo, e strumentale, luogo comune – un liberismo spinto e basato soltanto su una selvaggia, appunto, deregolamentazione, che non sia preceduta – per la tenuta del nostro sistema più in generale! – da un adeguato piano di rialfabetizzazione e universalizzazione della – migliore – istruzione (pubblica) che non può essere perseguito né distribuendo IPad né immaginando una riforma della scuola fondata soltanto sul principio della competizione – fine a se stessa - non solo non assicura ma addirittura ‘contraddice’.

Se non sono, da un lato, il sempre maggior numero di persone che rimangono (addirittura) senza una casa e sono costrette a viver per la strada, dall’altro i cittadini (italiani!) che muoiono per le loro malattie perché non hanno i soldi per finanziare la propria copertura assicurativa, che vogliamo (per il futuro del nostro Paese), i Democratici rimasti ipnotizzati dall’”agenda Monti” (insistiamo: ? Se non immaginando che in tutto questo, rischi di consistere – sul lungo periodo) – a causa della cui ipnosi l’Italia ha sprecato altri lunghi mesi – e ne butterà altri quattro! Prima di poter ricominciare ad essere risollevata. Sperando le élite non decidano – magari in un nuovo meeting – a porte chiuse! – a Cernobbio – si debba proseguire con questo andazzo – si diano una disincantata, così magari possiamo cominciare a lavorare – in CONCRETO! Tutti insieme – per far ripartire (prima che sia troppo tardi) quello che resta, sia pure oggi (solo) in ‘potenza’, il più grande Paese del mondo.

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