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Anti-italiani, traditori ‘della Patria’ Così corrotti riducono fallimento I.

novembre 23, 2012 di Redazione 

Dobbiamo capire che se l’Italia – tutti noi! – è ridotta nelle condizioni attuali (a cominciare dal debito!), lo dobbiamo (non ad una – generica – malagestione dei nostri fondi, ma, proprio,) ai corrotti (dentro e fuori lo Stato) che, come un granellino negli ingranaggi della ‘macchina’ della nostra Nazione, hanno impedito (in molti casi – deliberatamente!) al Paese che negli anni Sessanta fu capace (in poco più di un decennio!) di risorgere dalle macerie della guerra e di diventare la quinta potenza economica del mondo, di ‘funzionare’ regolarmente e di mantenere quel ruolo di leadership, e di preminenza, che gli aveva ‘attribuito’ tutta la propria Storia.

E, quindi, lo ‘dobbiamo’ (autocriticamente, anche,) a ‘tutti noi’, che di fronte alle piccole e grandi forme di corruzione (anche – di noi stessi. A cominciare dal cedimento, più diffuso di quanto noi stessi siamo disposti a riconoscere, alla tentazione di aderire alla ‘scorciatoia’ – per – apparentemente! – migliorare la qualità della nostra vita o di quella delle persone a noi vicine – della raccomandazione), abbiamo legittimato e concesso sempre più spazio (a discapito della nostra libertà! Se è vero che la corruzione è, prima di tutto, una deviazione del potere che lo porta a non assolvere più la propria funzione di servire – e non il contrario! Come nel caso della stessa Equitalia, che rappresenta l’altra faccia della medaglia (di uno Stato – percepito come – ‘ostile’) – in via esclusiva i cittadini onesti) a questi signori che – complice la nostra (eccessiva) indulgenza – hanno trascinato la nostra Nazione fino ad un passo dal fallimento, pronti naturalmente (mentre tutti noi rischiamo semplicemente di ‘soccombere’) ad approfittare, in caso di default, delle ricchezze (oggi, a causa loro, infruttuose!) del Belpaese.

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