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Primarie per scelta parlamentari Pd avvii (subito ‘dopo’) per bene I.

novembre 13, 2012 di Redazione 

In questi giorni si è tornato a parlare del tema della rottamazione e, in particolare, della decisione del presidente Bindi di voler richiedere la deroga alla norma che stabilisce il tetto al numero di mandati parlamentari che ogni esponente politico Democratico (per gli ‘altri’, naturalmente, la questione nemmeno si sta ponendo) può ‘affrontare’, anche in caso di vittoria alle primarie di Matteo (Renzi).

Ma perché il partito che è risalito nei sondaggi (dopo avere fermato la deriva in senso liberista del governo evitando la piena abolizione dell’art. 18, otto mesi fa, e, poi,) indicendo le (belle. Anche se ancora un po’ – a causa anche della pervicacia del giornalismo (?) collaterale ad interessarsi degli affari personalistici – dei politicanti – più che di Politica – vera – a rischio di essere ‘fini a loro stesse’) primarie (a cui stiamo assistendo e che culmineranno nel voto di domenica prossima), non immagina, non appena la scelta del candidato premier sarà stata compiuta, di indire (immediatamente! E di organizzare – insieme) le primarie (‘volute’ per primo, ormai anni fa, da Pippo Civati e dagli altri – allora si chiamavano – ‘piombini’; ma, stavolta, aperte – davvero – anche alla partecipazione – attiva. Al ‘punto’ da coinvolgere anche gli aspiranti servitori dell’Italia dagli scranni del nostro Parlamento, delle altre forze della coalizione – esattamente come per la premiership! – in modo, assolutamente, vincolante ai fini della possibilità di partecipare al centrosinistra) per la scelta dei candidati a Camera e Senato sul territorio (‘qualunque’ sarà la legge elettorale! O trovando il modo – ci sarà comunque tempo fino al – sicuro – secondo turno del voto per la leadership – di organizzarle in modo tale da essere ‘compatibili’ – com’è possibile! – con le diverse opzioni in campo. E del resto -)?

Dimostrando che il Pd è l’unico (, oggi. E speriamo di venire contraddetti al più presto) partito italiano che ha a cuore l’esclusivo interesse dei propri connazionali (e – dell’Italia), smontando e disinnescando immediatamente l’argomento (di chi, in realtà, non vuole una – vera! – riforma della legge elettorale, ma semmai una modifica che temperi le potenzialità di vittoria del centrosinistra stante l’attuale Porcellum – voluto da loro stessi) che sarebbero i Democratici (! Coloro che già hanno subito la precedente “porcata”) a volersi tenere la legge Calderoli, e imprimendo (tra l’altro) una possibile svolta alla stessa discussione sulla riforma (che non può essere però esaustiva dell’impegno del nostro – attuale – Parlamento! Nemmeno in questi mesi finali di legislatura) per la modifica (in senso democratico!) del nostro sistema di voto.

Ma, soprattutto, compiendo così (anche) un altro, ‘generoso’ (anche se – in realtà dovuto!) atto (come quello di Pigi di accettare la partecipazione – e la – correlativa – rimessa in discussione del proprio ruolo – di leader – alle primarie per la scelta del capo della coalizione) a vantaggio del solo bene del Paese.

Sarebbe un modo, anche, per (ri)cominciare (o continuare) a cambiare (sul serio!) una politica (politicante) che non può più appigliarsi a promesse e a “si vedrà” o nuove “settimane decisive” per l’Europa (o per la riforma elettorale) che minacciano di reiterare ad aeternum (o fino, almeno, al – così, sicuro – fallimento delle nostre finanze pubbliche) lo status quo, e che potrà tornare ad essere se stessa – ovvero a costituire un servizio ‘laico’ – nel senso di estraneo ad interessi nelle vicende che deve trattare! – e disinteressato nei confronti dei nostri connazionali – soltanto se qualcuno comincerà ad assumersi – in prima persona! – la responsabilità di dare l’esempio agli altri.

E chi, se non la forza (che ‘deve’ – e non può che farlo tanto meglio e tanto più così – ritrovare la consapevolezza di essere tale!) che fa da punto di riferimento (e che rappresenterebbe tanto più in questo modo!) (del)l’area di opinione e sensibilità più onesta e responsabile della nostra Nazione, può svolgere efficacemente questo ruolo?

Risolvendo ad un tempo – e tramutandole, anzi, in una straordinaria leva-opportunità per avviare uno splendido confronto (ma sui contenuti – ‘legati’ al territorio e non) democratico sul futuro del nostro (potenzialmente, di nuovo. Se il Partito Democratico ricorderà qual è la sua – nobile – eredità storica – e si deciderà finalmente, senza più timidezze!, a caricarselo sulle spalle,) grande Paese, i conflitti (ma sono veramente tali?) tra ‘vecchi’ e ‘nuovi’.

Lasciando il passo ai migliori candidati (la cui etimologia ‘nasce’ con candidus, dal colore – bianco – dell’abito indossato ai tempi di Roma antica dai senatori, ad indicare la loro Alta onestà e responsabilità) per gli italiani! Per una Primavera democratica che non potrebbe che tradursi – ne siamo certi – in una travolgente vittoria alle elezioni di marzo.

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