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Berlusconi: ‘Stacco spina a Monti’ Pd/ borghesia illuminata uniti per I.

novembre 8, 2012 di Redazione 

il Politico.it è quotidianamente molto critico con il governo Monti. La coincidenza di due eventi – le critiche senza costrutto di chi fischia il presidente del Consiglio e organizza addirittura un no-Monti day, e la ‘sparata’ di Berlusconi che tratta l’uomo che ci ha tolto le castagne dal fuoco – o ha contribuito ad allungare i tempi entro i quali ciò sarebbe stato possibile – dopo che il governo dell’ex presidente di Mediaset ci aveva portato sull’orlo del precipizio – ci inducono a ritenere che, mai come in questo momento (come peraltro Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani sostengono e tessono la relativa tela ormai da molti mesi), tutte le forze oneste e responsabile di questo Paese debbano fare fronte comune.

Questo governo non sta governando, ma il patrimonio di quell’area di opinione e sensibilità – e comunque costituita dalle numerose personalità – che fanno riferimento alle élite illuminate del nostro Paese (e SOLO loro – ‘selezionate’ con un rigore implacabile -, per non caricare il governo che dovrà determinare una svolta radicale nel modo di guidare questo Paese, di retaggi e di interessi – particolari – che possano inficiare la piena realizzazione del necessario cambiamento e pieno compimento della nostra democrazia) che hanno a cuore le sorti (esclusive) dell’Italia e del nostro regime democratico, non può essere disperso da un Pd che voglia farsi ‘partito dell’Italia‘ (chiedendo in primo luogo il voto ‘per sé’! E cioè, per tutti gli italiani) e incarnare limpidamente il suo (del Paese) esclusivo interesse.

Questo governo non governa e il Pd dovrà – invece – segnare un cambio ‘epocale’, nella nostra storia recente, proprio perché – innervato del dinamismo delle sue risorse più giovani, a cominciare da Matteo Renzi – incarnerà il partito che decide e indica nitidamente una strada al Paese e non reitera il chiacchiericcio quotidiano e politicante che ha segnato gli ultimi dieci anni di politica autoreferenziale.

Potrà farlo con tanta più forza e autorevolezza, se le forze che si riconoscono in Mario Monti – e, s’intende, lo stesso capo del governo; che non è colui che potrà salvare questo Paese, ma resta una – alta – personalità onesta e responsabile che non può che fare il bene dell’Italia – e che hanno nel Corriere della sera il loro principale canale di comunicazione con l’opinione pubblica, faranno fronte comune non, in chiave difensiva (rispetto a pericoli che, concretamente, non esistono nella misura in cui la nostra Politica continuerà – riprenderà – a fare efficacemente il proprio dovere). Ma per compiere finalmente la nostra democrazia, estirpando (come si può fare) la pianta della corruzione a partire dalle sue radici più profondamente piantate nel corpo della nostra Nazione.

E avviando un programma di riforme, che – secondo anche le direttrici indicate dal giornale della politica italiana – non dovranno essere, pregiudizialmente, né di destra né di sinistra, ma pensate – e, finalmente, messe in atto – nell’ESCLUSIVO interesse dell’Italia (e, per questo, senza timidezze e senza guardare in faccia nessuno).

Se a tutto questo vogliamo associare un padre nobile, che chiarisca bene quale sia lo spirito che dovrà animare questo impegno comune – e che comunque non potrà prescindere da una FORTE indicazione maggioritaria, anche per la premiership, da parte del primo partito italiano – lo possiamo trovare -e siamo certi che lui non se ne avrebbe a male – nella figura di Alcide De Gasperi, in nome del(la riproposizione del) cui governo pensato per perseguire il bene esclusivo di tutti gli italiani, una nuova politica fondata sull’onestà e sulla responsabilità potrà – una volta scritta la parola fine, anche attraverso il respingimento di ogni tentazione ad un ritorno – berlusconiano – sulle strade tortuose che ci hanno portato fino ad un passo dal fallimento, sugli ultimi trent’anni di politica autoreferenziale – cominciare a far rinascere l’Italia. (Matteo Patrone)

(27 ottobre 2012)

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