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Silvio lascia, e Cdx si vota la legge Pd/Pg umiliato torna in minoranza

novembre 6, 2012 di Redazione 

Berlusconi fa un passo indietro, e si ricompone la vecchia Casa delle Libertà: sì in Commissione al Senato al disegno di legge elettorale presentato dal Pdl. L’Udc, che a settembre aveva giurato di non votare la riforma senza la condivisione del Pd, tradisce Bersani. Il Pd, che secondo tutti i sondaggi se si andasse a votare oggi sarebbe di gran lunga il primo partito italiano, umiliato si vede invece ricacciato in minoranza in quel Parlamento lasciato a tutt’oggi – e volontariamente! – in mano alla destre per aver voluto essere “leali a Monti fino al 2013″: col rischio, adesso, di vedere sfumare anche una vittoria (alle politiche) per troppo tempo annunciata e rinviata

Come volevasi dimostrare: con la linea dell’arrendevolezza di Bersani il Pd – il primo partito italiano! Che però, per sua scelta, continua ad essere minoranza in un Parlamento lasciato in ostaggio ai populismi delle destre, mentre i Democratici si guardano l’ombelico votando per scegliere un nuovo leader – e rischiare così di vanificare il proprio vantaggio! – in vista di un’elezione che altrimenti avrebbero già vinto – comincia (per intanto) a farsi fregare sulla legge elettorale (anche se si tratta ‘solo’ di un voto in commissione)… E questo – perpetrato da un Casini che appena un mese fa giurò che non avrebbe mai tradito Bersani! A cui qualcuno dei suoi dovrebbe dare la ‘sveglia’, prima che i Democratici – e con loro la maggioranza onesta e responsabile del Paese! Che aspetta di riprendere il proprio posto – alla guida dell’Italia! – oggi occupato (lo dicono le ultime inchieste e questo stesso, prevedibilissimo voto) da molti malfattori e persone ambigue e sleali – si facciano portare via anche la vittoria alle politiche che rinviano, “leali a Monti fino al 2013″, ormai da quasi un anno – appare come un evidente, possibile pre-annuncio di ricomposizione della (vecchia) alleanza Pdl-Lega-Udc (a poche ore dal ‘passo indietro’ di Berlusconi!), con tanto di possibile, ulteriore tradimento dei centristi nei confronti di Pigi. Vogliono, al Nazareno, consegnare il Paese alla destra per (altri) cinque anni? Se la risposta è no, qualcuno si assuma la responsabilità di DECIDERE di non aspettare che ciò avvenga, fra altri sette, inutili mesi di chiacchiere (politicanti) e immobilismo dell’esecutivo.

(11 ottobre 2012)

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