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Rieccoli! Pdl-Lega-Udc domo loro Sì al Mattarellum per bene Paese

novembre 2, 2012 di Redazione 

Ricapitoliamo: il capo dello Stato, punto di riferimento lucido e re- sponsabile della Nazione, chiede che si cambi la legge elettorale. Ma (lo dice) affinché il Parlamento – centro nevralgico della nostra democrazia – torni nelle mani del popolo (togliendolo a Casini, Berlusconi, Bersani, ecc.), affinché si riprenda a rispettare il dettato costituzionale e la sovranità torni ad essere degli italiani, e non più dei politicanti.

E Alfano e Maroni (e Casini!) allora che immaginano? Una modifica del Porcellum (che restituisca ai cittadini la possibilità di indicare direttamente gli eletti a Camera e Senato? Naturalmente no, bensì,) che…renda meno consistente la probabile vittoria del Pd secondo la volontà degli elettori (! E i giornali, invece di riportare pedissequamente le veline degli addetti stampa, dovrebbero avere la deontologia, il coraggio e l’onestà di criticare – in senso tecnico – le proposte dei partiti provando a spiegare gli italiani quale sia la verità – che non è affatto sfuggente – e non soltanto l’apparenza che essi vogliono comunicare loro).

E Bersani, naturalmente, invece di far notare agli italiani che ancora una volta la vecchia maggioranza sta provando a perseguire i propri interessi particolari a discapito di quelli di tutti noi, che fa? Lascia impunemente sostenere (ad esempio a Cicchitto, stamane, nel salotto autoreferenziale di Omnibus) che “è il Pd che vuole tenersi il Porcellum” (!).

Che, però, c’è il ‘piccolo dettaglio’ che la riforma a (vecchia) maggioranza che Pdl e Lega (e Udc!) vogliono imporre ad un Parlamento colpevolmente lasciato dal Pd in mano a coloro che ci hanno portato ad un passo dal fallimento (‘tra’ – o sarebbe meglio dire a colpi di – una e l’altra legge ad personam, ovvero contro il principio basilare dello stato di diritto dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, che mina alle fondamenta la garanzia per tutti noi di essere rispettati nelle nostre più essenziali prerogative), non, una ‘nuova’ legge che restituisca ai cittadini la scelta dei parlamentari; ma una legge che ‘contenga’ (in tutti i sensi? Per Pdl e Lega) la probabile sconfitta – evitando in questo modo di consegnare il Paese ad una maggioranza composta ‘soltanto’ da Vendola e Bersani (gli italiani tremano, al pensiero di vedere il potere legislativo ora in mano non più – anche – di corrotti e corruttori bensì di una larga maggioranza di persone oneste e responsabili che hanno in mente il solo desiderio di perseguire il bene ESCLUSIVO della Nazione e delle sue persone più deboli) – dando all’Udc la ‘garanzia’ (leggi: potere di ricatto ora anche al ‘banco’ del forno bersaniano) di essere decisivo (fino al prossimo cambio di vento elettoralistico) affinché ‘tutto cambi senza cambiare nulla’, per altri cinque (?) anni di annusabile, reiterato immobilismo (rispetto alle esigenze di vero cambiamento dell’Italia: a cominciare da quella cancellazione su due piedi di tutti gli organismi figli e figliastri della politica politicante nei quali si annidano le clientele dei ‘signori delle preferenze’, la disponibilità alla eliminazione dei quali senza guardare in faccia a nessuno – non in nome di un principio antipolitico di ‘vendetta’ populistica! Ma perché costituiscono la principale fonte di sperpero – e l’unica a fondo realmente perduto! – delle nostre finanze pubbliche – rappresenta la vera cartina di tornasole della volontà di cambiamento e della capacità di salvare e rifare grande questo Paese).

Il Porcellum, invece, chiede Napolitano (a cui il giornale della politica italiana, una volta tanto, volentieri fa eco), va cambiato perché affida Camera e Senato – cioè le nostre vite – ai facitori delle liste! E siccome fare cambiamenti dentro un impianto ‘autoconclusivo’ porta a compiere errori (e a risolvere tutto in un pasticcio), si proceda a definire tout court una nuova legge elettorale.

Ma poiché la maggioranza parlamentare è tutt’oggi composta da persone che privilegiano i propri interessi (particolari quando non addirittura privati; quando non addirittura in sfregio dello stato di diritto) rispetto a quello della Nazione, e una riforma organica che preveda l’accordo tra le diverse parti su un nuovo testo da definire ad un tavolo comune, appare improbabile, l’unica possibilità è che la maggioranza di (singoli!) parlamentari onesti e responsabili – che sono tali se si svincolano dalle maglie – in tutti i sensi – dei loro ‘casati’ di appartenenza – che ha a cuore la nostra democrazia e non vuole permettere lo scempio (all’onore dell’Italia!) di altri cinque anni di legislatura nelle mani di un manipolo di nominati, voti (ora! Alla prima occasione parlamentare utile) semplicemente l’abolizione del Porcellum, restaurando la legge Mattarella. Che ha consentito (com’è stato ricordato) ad entrambe le parti di vincere almeno una volta, e che nonostante tutto ha permesso che si arrivasse in fondo ad entrambe le legislature. E, soprattutto, era stata pensata nell’interesse di tutti, e non soltanto dei capricci di qualcuno.

P.s.: Due anni or sono, il presidente Fini espresse per primo la sua preferenza per il ritorno a quel modello. Nonostante quell’area di opinione e sensibilità mostri ancora qualche falla (in senso nostalgico), il presidente della Camera è oggi il leader riconosciuto di quella stragrande maggioranza di parlamentari (e militanti) futuristi (a cominciare dall’ottimo Fabio Granata) che ha a cuore il bene esclusivo della Nazione (e che si salda, attraverso il ruolo istituzionale di Fini, alla tradizione illuminata di uomini di destra – pensiamo allo stesso Indro Montanelli, pensiamo a Paolo Borsellino – che può trovare in Mario Monti la sua più nitida rappresentazione attuale e si può far risalire fino alla destra storica cavouriana, che ha sempre agito nell’esclusivo interesse del Paese).

Presidente, ci aiuti a far approvare quella legge di un solo articolo che, comunque vadano le elezioni, garantisca (restituendo la sovranità ai cittadini – per quanto possibile nell’attuale ‘compromissione’, parziale, della nostra cultura democratica e nazionale) che il Parlamento torni ad essere eletto da tutti noi, per il bene esclusivo dell’Italia.

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