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***Il futuro dell’Italia***
BASTA UN VOTO (ORA!) PER TORNARE AL MATTARELLUM
di GAD LERNER

novembre 1, 2012 di Redazione 

Il conduttore de L’Infedele fa notare che, a questo punto, all’election day in due delle prime cinque regioni italiane, sarebbe logico agganciare un voto (nazionale) anticipato che non toglierebbe nulla ad una legislatura la cui “scadenza naturale” avverrebbe comunque di lì a poche settimane. Il Parlamento abbia un sussulto di orgoglio e di dignità e – facendosi ‘aiutare’ dalla semplicità e dalla rapidità di questo passaggio che non richiede nemmeno una dicussione ‘di merito’, avendo com’è noto tutti noi già sperimentato questo modello – rinunci alle leggi “ad partem” (fosse anche essa la ‘coalizione’ “costituzionale” – ? – dei partiti presenti oggi a Camera e Senato) e con un solo voto (!) scelga di abrogare il Porcellum e ristabilisca la legge Mattarella: una legge concepita per far funzionare il sistema e non a vantaggio di qualcuno in particolare, che risponde (al limite introducendo un piccolo premio di maggioranza che contenga la frammentazione e aiuti Pd e Pdl a non accollarsi il peso dei ricatti dei piccoli cartelli elettoralistici e personali) alle esigenze peculiari di una società che voglia garantire diritto di tribuna, rappresentanza del territorio e tensione maggioritaria per dare finalmente una direzione di marcia chiara e ‘irreversibile’ al nostro Paese. di GAD LERNER

Bisogna ridisegnare i collegi? Si attribuisca questo compito (tecnico per definizione; anche per evitare il solito gioco di veti e condizionamenti incrociati) al governo Monti. Magari supportato dal prof. Sartori e dai maggiori esperti in materia. E’ in fatti nella dimensione, nella geografia dei collegi che si trova la vera discriminante per un sistema (maggioritario o proporzionale: se è vero che l’uninominale su collegi grandi corrisponde quasi in termini di valore – e di rapporto tra eletti e cittadini, e per ciò che riguarda la trasparenza e la ‘tracciabilità’ dei voti – ad una reintroduzione delle preferenze; collegi piccoli con liste bloccate – magari di pochi nomi – equivalgono quasi ad un uninominale) che ‘funzioni’ – perché pensato nell’esclusivo interesse dell’Italia! – e non sia oggetto del ricatto dei partiti. La si approvi, e poi – volendo il capo dello Stato – si torni al più presto alle urne.

Nella foto, il conduttore de L’Infedele

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di GAD LERNER

Non riesco a capire i ripetuti appelli del presidente della Repubblica perché sia rispettata la scadenza naturale della legislatura (aprile 2013) mentre intorno vengono giù pezzi di sistema e l’attesa per quella scadenza paralizza di fatto l’attività istituzionale.

Bisogna rinnovare in tempi ragionevoli i consigli regionali di Lazio, Lombardia e Molise. Bisogna sforzarsi di uscire dalla palude e chiarire limiti e prerogative dei tecnici in rapporto alla volontà popolare.

C’è il tempo di votare la legge di bilancio e -se i partiti ne fossero capaci- la riforma elettorale: per quest’ultima bastano pochi giorni di lavoro alla Camera e al Senato.

Che male ci sarebbe a tenere un “election day” un paio di mesi prima, accelerando e sdrammatizzando una campagna elettorale che rischia di divenire infinita oltre che parossistica?

Oltretutto, ho l’impressione che più settimane passano e più aumenterà il numero degli astenuti-nauseati.

GAD LERNER

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