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L’Aquila, terremoto imprevedibile (Anche) che non ci sarebbe stato

ottobre 24, 2012 di Redazione 

La prima responsabilità è della Politica (e – della Protezione civile di allora) che affida a degli scienziati – del tutto sprovvisti da questo punto di vista – il compito di ‘presidiare’ – da ‘soli’ – la sicurezza dei cittadini (sia pure) rispetto a possibili eventi di carattere geologico; ma se gli scienziati di una commissione preposta a monitorare i possibili fattori di insicurezza ambientale, accettata – a loro volta! – questa responsabilità, non tanto “sbagliano una previsione” ma, invece, sostengono di poter compiere quella valutazione – che tutti gli esperti (a cominciare da loro nel tentativo di spiegare cosa accadde) dicono non sia possibile – e per questo mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini invitandoli, di fatto, a rientrare nelle loro case quando già se ne erano allontanati, in presenza comunque di una reiterata situazione di rischio che non preludeva necessariamente ad un terremoto ma di fronte alla quale quest’ultima eventualità non poteva neppure, come invece è stato fatto, essere esclusa – non si vede come un ministro della Repubblica (in questi giorni il tema si sta imponendo con una particolare insistenza: è forse utile ricordare che lo Stato non rappresenta una istituzione a sé che debba difendersi o addirittura imporsi sui cittadini; bensì è la ‘cosa pubblica’, cioè la Nazione nella esclusiva disponibilità di TUTTI gli italiani, ai quali solo appartiene, a cui deve rivolgersi e che deve servire) debba scomodare Galileo – e la sua condanna come ‘eretico’ – che aveva, invece, la sola ‘colpa’ di dire la verità in un mondo di persone che non avevano nessuna voglia di sentirsela dire. E non si occupava di fare (solo) dichiarazioni di arroganza, che oggi rappresentano la norma in una società in cui tutti si assumono volentieri incarichi (onerosi per lo Stato e portatori di visibilità), ma pochi poi li svolgono con serietà e responsabilità nei confronti di ciascuno di noi e delle nostre vite.

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