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Liberismo o Libertà (di Cultura) Ora una direzione di marcia per I.

ottobre 18, 2012 di Redazione 

Monti sarebbe probabilmente un ottimo presidente del Consiglio di centrodx. Capace, lui sì, di com- piere una vera “rivoluzione (il)liberale(?)”. Ma proprio per questo il suo governo, sostenuto dal Pd, è costretto all’immobilismo: perché la ‘strana maggioranza’ gli richiede (anche) un’attenzione alle Persone (più deboli) che lui non è, costitutivamente, in grado di garantire. Ciò comporta che il governo non governi: è accaduto da quando il Politico.it lo ha fermato nel tentativo di abolire tout court l’art. 18, continuerà ad essere così – finché la maggioranza resterà questa – per altri sei/ sette mesi se si deciderà di insistere nell’accanimento terapeutico (di tenere in vita un esecutivo che non ha, oggi, le condizioni per essere incisivo – a suo modo – fino in fondo) fino alla scadenza naturale della legislatura. Questo l’Italia non se lo può permettere. C’è chi pensa che il nostro Paese, per uscire dalla crisi, abbia bisogno di ‘insistere’ sulla strada del (maggior) liberismo che ci ha ridotti (insieme all’autoreferenzialità della nostra classe dirigente) nella condizione attuale. il Politico.it invece pensa che il modo per risollevare la nostra Nazione sia puntare (esattamente all’opposto: altro che statalismo) sulle sue risorse umane, dandosi l’obiettivo della innovazione (a 360°) da perseguire attraverso la ricerca e la formazione. Due scelte parimenti legittime (anche se probabilmente una sola è quella di cui ha veramente bisogno il nostro Paese). Si confrontino democraticamente in una tornata elettorale, e si dia finalmente all’Italia una (chiara) direzione di marcia. L’attuale equilibrismo, che fa rima, appunto, con immobilismo, non fa bene al nostro Paese e nemmeno a Monti, di cui molti politicanti sembrano interessarsi più che delle sorti del popolo italiano.

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