Top

Spettro sconfitta (non) annunciata Pd si muova (ora!) o Paese rischia

ottobre 9, 2012 di Redazione 

Fioroni che, ad al massimo sette mesi dalle elezioni, invoca un ‘congresso’ (!). Le due anime di sinistra e liberista del Pd che si dilaniano nella loro (sterile, e fondata su visioni ormai superate dalla Storia – recente) contrapposizione. Berlusconi che, com’era prevedibile, tira fuori dal cappello un altro colpo a sorpresa e ‘minaccia’ di mettere in crisi, nello stesso tempo, il patto tra Bersani e Casini, lo sforzo mimetico di Monti per nascondere la sua natura ‘liberale’ (?) e di destra (storica, cavouriana), la stessa vittoria – adesso sicura, ma è proprio nella sicurezza che i dirigenti del Pd oggi ostentano, pensando di poter fare e disfare a loro piacimento, di qui ad aprile, senza che la situazione cambi, la garanzia che questo rischio sia reale, eccome – del Pd alle prossime elezioni.

Seguendo strettamente la logica, la prima soluzione sarebbe far smettere tutto questo: e concentrarsi su primarie che, essendo responsabilmente giocate dai contendenti sui soli contenuti sul futuro dell’Italia (e in questo caso il Politico.it, quale che sarà la forma che il suo impegno assumerà, mette comunque a disposizione le proprie tesi per il bene del nostro Paese di tutti i candidati in campo), possono ‘scongiurare’ quella eventualità e rappresentare un ottimo ‘apripista’ per la volata di primavera.

Ma questo, l’esperienza insegna, non accadrà mai. E allora, come ripetiamo da mesi, la cosa da fare resta una sola: fermarsi finché si è in tempo, annunciare che l’immobilismo mostrato dal governo Monti in questi mesi non è più compatibile con l’esigenza di fare presto per ridare un po’ di fiato agli italiani e non rendere sempre più difficile la salvezza (quella vera, quella strutturale, e non temporanea e assicurata – dall’esterno! – dallo scudo anti-spread attivato da Draghi) del nostro Paese, e comunicare al capo dello Stato che i Democratici – il primo partito della Nazione – preferiscono votare quanto prima: magari lo stesso giorno delle elezioni anticipate nel Lazio, garantendo anche un considerevole risparmio alle finanze pubbliche.

E/ anche perché questa, oggi – come lo era, e lo sarebbe stata di più, alcuni mesi fa – è la scelta più responsabile nell’interesse del Paese: perché il Paese ha bisogno del Pd (e non di agende vuote come involucri senza contenuti) e fra altri sei mesi - in cui tra l’altro, a campagna elettorale in atto, sarà molto difficile che Monti riesca a fare ciò che non è riuscito a fare, a bocce ferme, fino ad oggi – rischia di non potere più contare su una sua vittoria (senza ‘ambiguità’).

‘E’ perché a volte, nella dialettica tra convenienza (di parte) e responsabilità (nazionale), le due cose possono coincidere. Ed è più responsabile chi se ne accorge (e ne trae le dovute conseguenze), e non (chi) fa finta (per ipocrita ‘modestia’) di non vedere.

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom