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Cdm avvia Paese all’innovazione Due giorni dopo nessuno ne parla

ottobre 7, 2012 di Redazione 

Il governo Monti, per la prima volta, ha assunto misure per (avviare il nostro Paese sulla strada del- )l’innovazione utili alla costruzione (anche attraverso l’impostazione di una direzione di marcia) del futuro dell’Italia. Una vera e propria svolta (sia pure ancora caratterizzata da troppa timidezza – di stampo liberista. Mentre le imprese, per bocca di Squinzi, chiedono ora un’”accelerazione”! Perché compito della Politica non è – solo – fissare le regole – per quello ci sono già le authority – ma accompagnare e in qualche misura ‘guidare’ lo sforzo delle aziende).

Perché, il giorno dopo, sui principali quotidiani del nostro Paese, la notizia era scavalcata nella gerarchia da retroscena sulla forma che il pdl prenderà sulle schede elettorali e su nuovi patti tra i partiti, e ora persino chi da un lato si candida a guidare il Paese (o il centrosinistra) e dovrebbe aspirare all’unico risultato di vedere il cambiamento REALE compiersi attraverso l’effettivo governo della Nazione, dall’altro prescinde completamente da quell’(unico!) provvedimento come se nulla fosse stato fatto – come se si ‘dovesse’ – ogni volta – ripartire da zero! Vanificando i pochi sforzi andati a buon fine -, e non riparte – invece – proprio da lì – stimolando l’esecutivo a proseguire, da subito, su questa strada! – contribuendo ad un tempo a fare sì che quelle misure – altrimenti destinate a rimanere lettera morta! Come il resto del chiacchiericcio autoreferenziale che abbiamo ascoltato in questi anni – comincino concretamente a far ripartire la nostra economia (e – la nostra mobilità – sociale)?

Questo è lo scopo della Politica: vedere le idee, i progetti, le prospettive prendere forma nella realtà. Le energie che vengono spese ogni giorno dovrebbero servire unicamente ad arrivare a risultati come questo (i soli che possono “far ripartire la nostra Storia“!) e se quando ci si arriva nessuno sembra accorgersene – e il dibattito pubblico continua esattamente come prima! Prescindendo completamente da ogni passo in avanti finalmente compiuto – significa che la nostra democrazia è ancora lontana dall’essere matura.

Poco importa ad ‘opera’ di chi quei risultati vengono ottenuti – siamo tutti sulla stessa barca! – e se prima o dopo che si siano tenute elezioni comunque ineluttabili e che ‘dovranno’ (auspicabilmente) portare il centrosinistra a Palazzo Chigi proprio per far procedere (con più convinzione!) la nostra Nazione in quella prospettiva dell’innovazione (finalmente declinata a 360°, coinvolgendo anche la nostra produzione culturale tout court) da perseguire attraverso la ricerca e la formazione.

Le stesse primarie, altrimenti, apparirebbero ‘lunari’ e finirebbero per rappresentare un vuoto esercizio di potere (fine a se stesso).

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