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POSSIBILE CHE NON LO VEDIATE?

ottobre 3, 2012 di Redazione 

Il bollettino della crisi è, giustappunto, un bollettino “di guerra”, come disse lo stesso presidente del Consiglio. Nel 2012 i consumi pro capite degli italiani presentano “la peggior variazione negativa della storia della Repubblica dal 1946”. L’Istat prevede un crollo dei salari nel 2013. L’Ires della Cgil afferma che, tra il 2012 e il 2014, i consumi delle famiglie degli operai si ridurranno di circa 600 euro l’anno per una perdita complessiva nel triennio di 1.806 euro. Il che significa un nuovo aumento del numero di italiani che crolleranno sotto la soglia della povertà. E tutto questo ‘a fronte’ (e a causa) di un Pil (cioè di una crescita) che (tra)c(r)olla al -2,5% (dove prende il nome di de-crescita, cioè piena recessione: ulteriore perdita di potere d’acquisto, aziende che chiudono, nuovi gruppi di lavoratori licenziati, e un circolo vizioso che certo non rende più agevole la sostenibilità delle finanze pubbliche), di una disoccupazione ai massimi storici; nonostante (! O proprio per?) una tassazione che ha raggiunto il “record mondiale” (non è un’iperbole, ma un dato di fatto: 55%). La crisi (nella sua genesi) non è certo colpa di Monti. Ma se non ne usciamo (e, anzi, se la situazione peggiora ogni giorno di più) la colpa è solo di Monti (che ha la responsabilità del governo – che non sta producendo – del Paese! Ciascuno di noi provi a ricordare l’ultimo provvedimento dell’esecutivo: non gli verrà in mente, se non sottoforma di annuncio). Ma la politica politicante autoreferenziale di oggi (convinta dai media montiani di essere inadeguata e inaffidabile: non tutti sono Berlusconi, dal – facile – confronto col quale trae gran parte del proprio prestigio il capo del governo. Durante i governi Prodi l’Italia aveva ripreso a crescere, sia pure poco, e i conti erano stati – rimessi! – perfettamente in ordine! Come non è avvenuto con Monti, che ha tagliato male, dovendo peraltro nominare, lui, tecnico nominato, un nuovo tecnico che facesse ciò che lui non era stato in grado di fare – !) lo vuole per altri cinque anni. Al termine dei quali il nostro Paese, salvo nuovi interventi di… Draghi, rischia di ‘non esserci’ più (o di essere stato definitivamente commissariato: è forse questo che vogliono le tecnocrazie ‘europee’ – ? – e dunque anche Monti, che del resto già parlava di “inutilità” dei Parlamenti nazionali?). E’ giunto il momento di aprire gli occhi. Prima che sia troppo tardi. di M. DONADI*

Nella foto, il presidente del Consiglio (?)

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di MASSIMO DONADI*

Un’Italia sempre più in ginocchio. Nel 2012 i consumi pro capite degli italiani presentano “la peggior variazione negativa della storia della Repubblica dal 1946”. Nel secondo trimestre di quest’anno, i consumi di ciascun italiano sono diminuiti in termini reali del 6.5%.

La crisi c’è è reale, sta colpendo i cittadini italiani e non lo fa a tutti nello stesso modo. Nel settore del commercio stanno pagando il prezzo più alto i piccoli commercianti.

Brutte notizie anche sul fronte delle retribuzioni. L’Istat prevede un crollo dei salari nel 2013 se i tanti rinnovi contrattuali che sono in ballo non verranno portati a buon fine. Sono i settori dell’industria, dei servizi privati, della pubblica amministrazione, per un totale di 34 contratti che attendono il rinnovo, che riguardano circa 3.8 milioni di dipendenti.

L’Ires della Cgil afferma che, tra il 2012 e il 2014, i consumi delle famiglie degli operai si ridurranno di circa 600 euro l’anno per una perdita complessiva nel triennio di 1.806 euro. Tra il 2007e il 2011, la perdita media annua di consumo per le famiglie di operai è stata di 200 euro annui. Le cause? Aumento dell’inflazione, della disoccupazione e alla crescita della pressione fiscale.

Giovedì scorso, in provincia di Venezia, due persone si sono tolte la vita, a distanza di 24 ore, per problemi legati a difficoltà economiche. Dal 2008 ad oggi sono 15.000 i posti di lavoro persi e decine le imprese che hanno chiuso i battenti e nelle altre zone del paese le cose non vanno meglio. Le piccole e medie imprese italiane, cuore pulsante della nostra economia, vanno sostenute, con atti concreti, non con le parole. Questo Governo, di cui attendiamo ancora i miracoli tecnici, deve battere un colpo.

Alle famiglie colpite da tali gravissimi lutti la nostra più sentita vicinanza. Ma non basta, non può bastare, non deve bastare.

MASSIMO DONADI*

*Capogruppo di Italia dei Valori alla Camera

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