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Monti cala la maschera: “Resto” Pd si muova ora o butterà chance

settembre 27, 2012 di Redazione 

Certo, la parola di verità ‘detta’ dallo scandalo nel Lazio è stata un regalo inatteso. Che brucia probabilmente in maniera definitiva le residue possibilità del centrodestra di rimontare il vantaggio del centrosinistra l’anno prossimo. Ma oggi Monti, che da ormai venti giorni ha sostanzialmente smesso di governare – da quando, cioè, l’intervento di Draghi ha sospeso – fino a ieri! – le ondate speculative e accresciuto le chance dell’esecutivo dei professori di arrivare alla conclusione naturale della legislatura – (conferma quello che tutti sapevano, candidandosi ad un secondo mandato – contraddicendo ancora una volta il ‘giuramento’ di non voler rimanere alla guida (?) del Paese dopo le prossime elezioni – e) ‘tradisce’ che il proprio unico interesse (se è vero che la disoccupazione ha raggiunto livelli mai visti prima, il problema degli esodati è stato accantonato, la nostra economia in generale è sempre più in ginocchio, e tutto ciò non ostante il presidente del Consiglio (?) predilige occuparsi – come ha realtà fatto fino ad oggi! – della promozione di se stesso) è il prolungamento della propria esperienza.

In tutto questo, dal Paese profondo continua a sollevarsi un interrogativo: perché il Pd, che andando al voto potrebbe caricarsi sulle spalle la nostra Nazione e fare finalmente ciò di cui ha bisogno (il Politico.it stesso sarebbe al suo fianco!), continua a rimandare quel momento? Perché preferisce correre il rischio di ritrovarsi un’altra volta Monti a Palazzo Chigi (e la destra al governo dal 2008 al 2018, almeno), quando andando al voto subito ne assumerebbe quasi sicuramente lui la guida, facendo ciò che (Monti non ha fatto e ha confermato di non saper fare, e che) è necessario per far ripartire la nostra economia e restituire il sorriso (che dovrebbe essere, in fondo, il fine ultimo della Politica) a tutti i nostri connazionali?

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