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Spread sale 370: contagio Spagna Ma s’I. fosse governata calerebbe

settembre 26, 2012 di Redazione 

Lo spread torna ad un passo da quota 400. ‘Colpa’ della Spagna, certo. Ma andate a vedere lo spread – per dire – rispetto ai bund tedeschi dei titoli di Stato francesi o olandesi: non sfiorano comunque (nemmeno lontanamente) cifre così alte. Il che significa (…) che esiste allora anche ancora un ‘problema Italia’: e il problema Italia consiste nel fatto che il governo Monti, il governo oggi in carica e che da due settimane – da quando ha ricominciato a vedere il traguardo di fine legislatura grazie alla ‘toppa’ messa alla falla della speculazione dall’intervento del presidente Draghi, toppa che già ora, anche prima del previsto, comincia a non bastare più a contenere i sommovimenti del mercato; in vista di un possibile impiego ‘esecutivo’ dello scudo che rinvierebbe comunque ancora una volta soltanto il momento in cui sarà (pur) necessario dare una soluzione in termini di economia reale e quindi strutturali e ‘definitiva’ al problema – non assume alcun provvedimento, non effettua alcun intervento che non siano le dichiarazioni e i nuovi ‘progetti’ di Monti, non ha fatto assolutamente nulla (di reale! Se si esclude il miglioramento dell’immagine delle nostre istituzioni. Con la quale, sola, non si va però lontano…) per il nostro Paese: perché i tagli sono stati condotti male, e avrebbero potuto essere eseguiti (in questi termini) da chiunque altro (a meno di voler considerare il presidente del Consiglio e i tecnici le uniche persone oneste di questo Paese: e la cosa sarebbe inaccettabile); e perché non è stato – e ‘mai’ sarà fatto – alcunché per rigenerare la crescita. Perché Monti non sa come si fa la crescita. E senza crescita – lo ripetiamo ancora una volta – il nostro Paese (a lungo andare) non si salverà.

E a chi, come Casini (che comprensibilmente vede minacciato il suo unico ‘argomento’ elettoral…istico), accusa di disfattismo chi insiste nel far notare la persistenza di un differenziale così alto, va ricordato che quando ci dovessimo ritrovare in default, la colpa sarà non di Monti – anche se la tenacia che il capo del governo ha nel voler restare testardamente al suo posto mentre tutti gli indicatori parlano di un pesante fallimento dell’azione del suo esecutivo, rende da ‘oggi’ l’ex presidente Bocconi co-responsabile di questo stallo – ma di una classe politica autoreferenziale che, per i propri miseri calcoli di bottega, avrà tenuto il nostro Paese sospeso così a lungo nell’attuale immobilismo da decretarne un non più invertibile declino.

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