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Elezioni, sette mesi (inutile) attesa Come buttare altro tempo (vitale)

settembre 17, 2012 di Redazione 

Ecco come il cittadino medio vede la situazione politica italiana: “Il governo non governa. Non fa più nulla. Non ha più (?) idee. Tira a vivacchiare (o al massimo a rilanciare la popolarità di qualche proprio ministro smanioso di fare carriera in ‘politica’ – ?) e ora che Draghi ha assunto la leadership de facto dell’Europa, Monti non prova più neppure a venderci l’immagine del ‘salvatore’ del Vecchio continente preferendo restare coperto (affiancato, in questo, dalla ‘sospensione’ strategica della propaganda da parte dei giornali amici) in attesa che i politicanti gli preparino (da soli) il terreno per una eventuale riconferma. Il Pd potrebbe vincere le elezioni, subito, e invece preferisce rischiare di perderle (come fa da circa un anno) fra (altri) sette mesi. Ma quel che è peggio si crogiola nella prosecuzione della legislatura rifuggendo, di fatto, la responsabilità (urgente! Gli italiani che perdono il lavoro e rischiano di finire su una strada – insieme alle loro famiglie! – non capiscono i tentennamenti e i ‘tempi lunghi’ di quella che resta d’altra parte sempre la politica autoreferenziale che con la propria propensione a discutere di decidere, senza mai prendere una direzione precisa e risoluta – come si vede anche nel continuo rinvio – ora ad una assemblea da tenersi poco più di un mese (!) prima rispetto al giorno in cui dovrebbe avvenire la consultazione – della definizione della data delle primarie – ci ha ridotti nella condizione attuale) di caricarsi sulle spalle il Paese, fare ciò che è necessario per tirarlo fuori dalle secche e finalmente salvarlo e rifarlo grande. Avete idea di cosa si potrebbe fare in sette mesi di governo vero del Paese? In questo quadro le stesse primarie del Pd, che di norma dovrebbero servire a scegliere il candidato più forte per conquistare una vittoria ancora ‘sfuggente’ - mentre, com’è noto, quella del Pd adesso sarebbe ‘sicura’; ma se la squadra che sta vincendo decide all’improvviso, a partita in corso, di cambiare schemi e allenatore, per di più mostrando di non avere – al netto di quelle proposte da il Politico.it – molte idee da mettere in campo e rischiando perciò di ‘scadere’ su un piano meramente personalistico e autoreferenziale, non si sa – più – come la ‘gara’ potrà andare a finire - sembrano essere ‘utili’ (?) solo a gettare ulteriore confusione su una nostra situazione politica interna nella quale continuiamo a chiederci: ma cosa aspetta il Pd a tornare (subito) al governo del Paese? Perché, essendo dato per vincente, e non essendoci alcuna buona ragione – considerato che il governo Monti ha ormai definitivamente esaurito la propria carica propulsiva. E che per di più ora l’Italia ha – almeno per un po’ – le spalle coperte (dalla speculazione mercatista) grazie agli interventi e alla governance di Draghi - per proseguire l’esperienza (fallimentare) del governo (non eletto!) dei tecnici, non scegliere di andare (legittimamente!) al voto entro la fine dell’anno, evitando di costringere il nostro Paese ad altri sette mesi (di campagna elettorale e) di immobilismo? La risposta che ci siamo dati è che in fondo ad una parte dell’attuale classe al potere non importa ‘molto’ della nostra Nazione e di tutti noi, ma solo della propria sopravvivenza (politicante). Che però è anche la via più breve per farsi ‘rottamare’…”.

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