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Maroni: ora Sud fuori da zona euro Europa ‘nasce’ se lo ‘fa’ (prima) I.

settembre 7, 2012 di Redazione 

Lo scudo anti-spread è una (non) soluzione mercatista che allunga soltanto i tempi nei quali le vere soluzioni (Politiche) potranno essere messe in campo. Ed è ora di dirci che la crisi dell’euro è (prima di tutto, ancora) una crisi delle singole economie (nazionali), e che nessuna soluzione ‘europea’ (per quanto, Politica) potrà fermare l’emorragia finanziaria di singole macroregioni su cui, ancora, non può che ‘funzionare’ meglio l’azione dei rispettivi governi nazionali. E il nostro si occupa ‘solo’ (tecnicamente, o verrebbe da dire, meglio, meccanicamente) della costruzione europea, che però, senza risolvere (prima! O almeno contestualmente) il guasto delle nostre economie (reali! Cioè ‘delle’ vite dei nostri connazionali) in difficoltà, rischia di generare una (pure, legittimata e comunque ineluttabile) sovrastruttura (ma) dalle basi d’argilla, pronta a crollare (o a disgregarsi) al primo colpo di vento populista o separatista (vedi, da ultimo, il fantomatico referendum per l’esclusione del nostro Mezzogiorno dalla zona euro, promosso in questi giorni dal furbetto Maroni). E dunque male fa il governo Monti a cercare di mascherare dietro quella sorta di “europeismo della volontà” – che è un tutt’uno con l’elitarismo delle attuali tecnocrazie al potere (da cui ci mise in guardia per primo Galli Della Loggia sul Corriere) – i limiti della propria azione – Politica – reale. Detto questo, lo scudo anti-spread, che avrebbe rappresentato un guscio vuoto in mancanza della leadership del presidente Draghi, tuttavia va ascritto ai (rari) meriti (effettivi) di Monti, che lo immaginò e impose al Consiglio europeo di fine giugno. (M. Patr.)

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