Top

M. (ci) lascerà (da) commissariati Per salvare se stesso (non l’Italia)

agosto 8, 2012 di Redazione 

Preparatevi: nelle prossime setti- mane ascolteremo l’espressione (retorica) ormai svuotata di ogni significato: “Siamo d’accordo di assumere misure urgenti per far ripartire la crescita”, ripetuta almeno sette-otto volte da Monti a seguito degli altrettanti vertici europei che si sono succeduti (inutilmente) negli ultimi tre mesi, sostituita da quella (forse più alla portata dei politicanti e dei tecnici al potere) “Bisogna fare un piano per abbattere il debito”. In ‘mezzo’, la sopravvivenza del governo Monti, fondata sulla sua fantomatica agenda, che tutti citano ma che all’atto del concepimento, i quindici Democratici che hanno messo al mondo questo artificio retorico, hanno riempito del contrario rispetto a quanto (non) fatto dal governo Monti fino ad oggi: innovazione, ricerca, scuola, formazione, crescita.

Il Pil crolla a -2,5. Il premier rilascia un’intervista ad un prestigioso giornale tedesco e fa l’elogio della tecnocrazia antidemocratica (che poi altro non è che il prolungamento istituzionale del predominio della finanza sulla politica; dei poteri forti sugli italiani), mettendo in discussione un ridimensionamento dei Parlamenti. Lo spread sale a 550: solo l’intervento di Draghi lo fa scendere; le misure di Monti si rivelano ancora una volta inadeguate. E ciò nonostante la politica politicante resta inamovibile: “Fedeli a Monti fino al 2013″; “A Monti non c’è alternativa”.

Bisognerebbe sapere che cosa dovrebbe accadere, perché ci si accorga, finalmente, che i presunti successi del presidente del Consiglio, con la sua agenda, nascono non dalla realtà (di una situazione economica del paese che va peggiorando a vista d’occhio); ma dalla cortina fumogena del conformismo giornalistico (?) che tiene (artificialmente) in vita l’esperienza fallimentare di questo governo con una propaganda messa a disposizione del presidente Bocconi mai vista, nemmeno ai tempi di Berlusconi capo dell’esecutivo e padrone della televisione.

La soluzione ce la offre – ancora una volta – Gad Lerner: “Monti si prepara a lasciare un minuto prima che si renda necessario il commissariamento della Troika”. Quando per l’Italia non ci saranno più margini per fare ciò che Monti adesso, e Berlusconi prima, non erano stati in grado di fare. Ma “così il presidente del Consiglio eviterà il disonore”. Da cui si comprende anche l’unica ragione per cui il premier – e i suoi sodali – si ostinino a reiterare l’inerzia attuale: salvare – ancora una volta – non l’Italia naturalmente, ma loro stessi.

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom