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Care élites, I. se non cresce non si salva E Monti non sa come rigenerare crescita Sua (vera) ‘agenda’ incompatibile con ciò Irresponsabile reiterare inerzia fino a ’13

agosto 5, 2012 di Redazione 

Monti crede nell’economia sociale di mercato, ma non nell’interventismo della Politica nel libero mercato. E, come abbiamo visto, il nostro Paese – la nostra economia – ha oggi bisogno del coordinamento della Politica, o non ripartirà. Monti nei suoi editoriali pre-nomina non citava nemmeno il capitolo della crescita, parlando solo di rigore; ma il nostro Paese – la nostra economia – si salva “solo” riprendendo a crescere. Nel Paese dalle più grandi diseguaglianze del mondo (Nord-Sud, abbienti-meno abbienti, manager-lavoratori, figli di famiglie benestanti-figli di famiglie povere), e dal più alto tasso di analfabetismo di ritorno (inversamente proporzionale al tenore di vita e allo status sociale), la crescita non può che venire dalla crescita (culturale, e quindi umana, e quindi tecnica e professionale e ‘sociale’) degli italiani: e Monti invece si rivolge alle sole élite, penalizzando – con le tasse, con i tagli – le persone più deboli. Monti non crede – non ha nelle proprie corde – (nel)l’innovazione, quando l’unico indirizzo Politico dato (anche) dall’Europa vede proprio nella tensione ad una possibile, nuova civilizzazione la sola risorsa per uscire dalla crisi. Monti è un uomo del Nord, lontano geograficamente e anche culturalmente dal Mezzogiorno: e in un’Italia che (non) cresce a due velocità, con un’economia che tiene al Nord e una pressoché inesistente al Sud, non c’è salvezza possibile che non passi per un rilancio del nostro meridione, che pure ha le potenzialità per tornare, come ha indicato per primo il Politico.it, al centro del mondo. Monti ha citato una sola volta la scuola per parlare di “competizione” tra gli studenti: e invece la scuola, che è il motore di ogni possibile sviluppo, ci può fare crescere – come predica da molto tempo sul primo quotidiano italiano, ancora inascoltato, Roger Abravanel – solo rafforzandone (innovandone) i contenuti e i modelli di insegnamento. Monti taglia, “taglia tutto”, come sottolineava tempo fa Franco Laratta; ma non taglia (nel)le clientele della politica politicante, vero buco nero delle nostre finanze pubbliche. Monti è stato chiamato perché lo spread era salito sopra quota 500: ma ora che lo spread è tornato esattamente sopra quella quota, “nessuno” mette in discussione il presidente del Consiglio. Monti è una risorsa del nostro Paese: ma non è in grado di rigenerare la crescita. E senza crescita il nostro paese non si salverà.

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