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***La resa di Monti***
PER EVITARE IL COMMISSARIAMENTO ‘SUBITO’ UN GOVERNO POLITICO
di GAD LERNER

agosto 3, 2012 di Redazione 

Ricapitoliamo: non ha convinto i mercati; non ha saputo assumere una sola misura per rigenerare la crescita; aveva promesso che ce l’avremmo fatta da soli, e invece ora si prepara a chiedere gli aiuti: e aiuti significheranno, dopo che anche il board della Bce ha ribadito questo automatismo, di sottoporci al commissariamento da parte della Troika. Il governo Monti si è ormai arreso, e non è più in grado – nonostante gli sforzi diplomatici del presidente del Consiglio; ma come scrivevamo alcuni mesi fa, la Politica non è public relationship, ma capacità di visione e di decisione e leadership, o un Paese si limita a fare “bella figura” senza però riuscire a salvarsi e tanto meno a ripartire – di assicurare l’interesse dell’Italia. Un nuovo governo (Politico) in carica quanto prima, può invece imprimere quella svolta di cui la nostra nazione ha oggi bisogno. Giulia Innocenzi si è chiesta nei giorni scorsi a che pro continuare a permanere nell’attuale stato di ‘sospensione’ della democrazia, con tutto quanto ciò comporta in termini di sacrifici e ‘allontanamento’ dai cittadini, se tutto questo non porta quel beneficio che tutti (certo, anche noi in un primo momento: nessuno, almeno qui, ha mai infatti messo in discussione l’opportunità che questo governo nascesse, a novembre) aspettavamo. E quando invece il ritorno della Politica – la Politica vera, incarnata dal Pd, a cui il Politico.it ha dato e darà un contributo decisivo restituendo visione, idee, e in ultima analisi un pensiero (forte) – può far uscire il nostro Paese dall’apatia in cui lo ha fatto ricadere l’esaurimento della spinta propulsiva garantita inizialmente dalla formazione del governo dei tecnici, e consentire all’Italia di ‘svoltare’ e di ripartire; senza mettere in discussione non un’”agenda Monti” che (basta verificare quanti e quali dei singoli punti indicati dai quindici Democratici che hanno concepito questo artificio retorico, sia stato effettivamente messo in atto dall’esecutivo) non esiste – e se è vero, anche, che un’”agenda” (Politica) può ‘contenere’ “solo” misure per lo sviluppo, che com’è noto questo governo non ha saputo concepire – bensì quel rigore che non nasce con Monti, ma con Amato, Prodi, Ciampi e Padoa-Schioppa (giova forse ricordare che l’ingresso nell’euro non fu immaginato e completato da Monti, che allora non era ancora presidente del Consiglio, ma dai governi di centrosinistra; così come le uniche, vere liberalizzazioni che Monti, nonostante il pubblicizzato vantaggio di “non doversi preoccupare del consenso dei cittadini” (?), non ha saputo replicare); quella (stessa!) Sinistra a cui i sostenitori di Monti attribuiscono improbabili tentazioni dilapidatorie. E che invece costituisce oggi l’unica, concreta speranza (nella “solidità totale” di cui, giustamente, parla Bersani) che l’Italia ha di evitare il commissariamento e poi di riprendere un cammino interrotto ormai trent’anni fa. Gad ora, sul rischio-Troika se Monti rimarrà a Palazzo Chigi.
di GAD LERNER

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

I giornali si affannano a trovare motivi di soddisfazione per Mario Draghi anche quando i mercati lo bocciano clamorosamente, facendo schizzare di nuovo all’insu’ lo spread. Come dire: i mercati hanno torto quando se la prendono con i paladini dei giornali. Peccato che la delusione fosse piu’ che legittima, visto che fra il dire di Draghi e le non decisioni della Bce si era creata un’aspettativa regolarmente andata delusa.

L’Italia in particolare deve sommare un motivo di preoccupazione in piu’ dopo il niente di fatto di Francoforte. Perche’ fra le poche decisioni prese vi e’ quella che i paesi bisognosi di intervento Bce a sostegno dei loro titoli di Stato debbano richiederlo formalmente, sottoponendosi a vincoli di politica economica in quanto richiedenti aiuto. Non fa una grinza, nella logica di una disciplina comunitaria. Ma tradotto in pratica oggi significa che anche per l’Italia la lotta contro tassi d’interesse usurai comportera’ di fatto il commissariamento da parte della Troika o di chi per essa. Proprio quello che Monti voleva evitare e che Draghi, per strappare il consenso della Merkel, ha dovuto pretendere.

GAD LERNER

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