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***Legge elettorale***
BASTA UN VOTO PER TORNARE AL MATTARELLUM
di MASSIMO DONADI*

luglio 26, 2012 di Redazione 

Un voto che potrà essere espresso dalla maggioranza – trasversale – presente in Parlamento e intenzionata a cambiare la legge elettorale, sì, ma nell’interesse del Paese e non della (propria) parte. Il presidente Napolitano, che oggi torna ad invocare la riforma, aveva detto: “Si proceda anche a maggioranza”. E il Pdl minaccia di farlo. Con la vecchia. Cioè, con la Lega. E di produrre, di fatto, un ‘Porcellum-2′: cioè una legge che, al netto delle tecnicalità, è funzionale al proprio tornaconto. E allora il Parlamento abbia un sussulto di orgoglio e di dignità, e voti la nuova legge elettorale, a maggioranza, convergendo sull’unico modello che mette tutti d’accordo perché non lo vuole (quasi) nessuno per una ragione semplice: è il miglior modello per l’Italia, perché è italiano (!), ha già funzionato (per 12, lunghi anni! E ha consentito a due legislature di essere portate a compimento), garantendo l’alternanza, offrendo un ideale punto di equilibrio tra rappresentanza territoriale e voto di opinione, maggioritario e proporzionale. Per evitare le ammucchiate basta – se del caso – eliminare lo scorporo e magari prevedere un (piccolo) premio di maggioranza, e ad un tempo che le forze in campo smettano di occuparsi (comunque, solo) di loro stesse, e riprendano a confrontarsi e a presentare al Paese i loro progetti. Pd, terzo polo, Idv, le frange oneste e responsabili del Pdl, ‘anticipino’ la forzatura della destra e abroghino il Porcellum restaurando la legge Mattarella: e poi, a ottobre/ novembre, si torni subito a votare. di MASSIMO DONADI*

Nella foto, il capo dello Stato

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di MASSIMO DONADI*

Il Pdl è come il lupo: perde il pelo, ma non il vizio. Dopo vent’anni di fregature rimango davvero perplesso di fronte all’ingenuità politica di chi crede ancora nel dialogo con Berlusconi. O con la sua controfigura, Angelino Alfano. Di fronte alla necessità, all’urgenza direi, di cambiare la legge elettorale, Pdl, Udc e Pd si sono incontrati nella massima riservatezza, escludendo le altre forze parlamentari.

Come se la legge elettorale fosse cosa loro e non l’architrave che regge il sistema politico italiani. Uno spettacolo desolante, che carica a pallettoni gli alfieri dell’antipolitica. Giustamente, in questo caso. L’unico risultato sinora, dopo mesi e mesi di trattative serrate, è stato il muro contro muro. Sì, perché la vera priorità non è dare una legge elettorale che garantisca diritto di scelta ai cittadini, che gli permetta di conoscere prima leader, coalizioni e programma. No, la priorità è massimizzare i vantaggi per il proprio partito.

Ciò che contesto non è tanto la segretezza degli incontri, quanto la logica che la sottende: coltivare il proprio orticello. In questo modo non si va lontano. Un milione e duecentomila cittadini ha firmato per il referendum a favore del ritorno al Mattarellum. Sono stati ignorati pur rappresentando forse la parte preponderante dell’opinione pubblica italiana. La collera degli italiani nei confronti di certa politica non solo si giustifica, ma si alimenta di questa insensibilità che sfiora il solipsismo politico.

MASSIMO DONADI*

*Capogruppo alla Camera di Italia dei Valori

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