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Ridotti sul lastrico? “Ma intanto paghino” Presidente Monti non h(a) cuore (italiani) Senza loro (crescita) Italia non si salverà Sinistra rigetti indifferenza capo governo

maggio 17, 2012 di Redazione 

Caro presidente del Consiglio, gli italiani che – a causa dell’autoreferenzialità della politica e dell’incapacità dell’attuale governo di offrire soluzioni – non ce la fanno a sopravvivere (e quindi, in qualche caso, a – non -pagare le tasse – mentre gli evasori, al netto dei blitz spettacolari della Finanza, continuano – sia pure di meno – a poterselo permettere), non sono evasori, ma persone a cui la Politica – e, in primo luogo, lei stesso, che oggi ne incarna il potere esecutivo – non ha saputo (da troppo tempo) dare risposte. L’affermazione per la quale essi devono pagare (ad esempio vedendosi pignorata la casa), comunque, il loro debito nei confronti del fisco, perché in questo modo poi “si potranno ridurre le tasse”, tradisce una freddezza e uno scollamento con il paese (reale. E non – solo – le sue elités), che “gridano (Politicamente) vendetta”. E va ricordato che già lei ha parlato dei nostri connazionali che hanno fatto scelte estreme come unica – percepita – via d’uscita (?) da una situazione disperata alla quale la Politica aveva voltato le spalle – non riuscendo, peraltro, come continua a risultarci assurdo e incomprensibile, ad esprimere nemmeno una parola per tentare di fermarne la spirale -, nei termini di “costi (umani)” della crisi; come se una crisi – economica – potesse “giustificare” questa “fatalità”. Le tasse vanno pagate. Sempre. Ma quando, nel pieno di una crisi acuta provocata da o comunque alla quale la Politica non ha, appunto, saputo dare risposta, si è con l’acqua alla gola, e si è debitori nei confronti dello Stato – cioè di noi stessi! – ci si può aspettare che esso muova un passo (in più  - ? – rispetto a quello che compirebbe un qualunque privato. E rispetto anche ad una rateizzazione che non risolve i problemi più gravi) nei confronti dei suoi cittadini. Subito; prima che sia “troppo tardi”. E non nella (agghiacciante) previsione (contabile) – argomento buono per gli evasori, non per cittadini disperati – che se tutti pagano, allora “si potranno ridurre le tasse”. I libri contabili prima delle persone. La ragion di Stato (?) prima della vita (degli italiani). Ma, vede, presidente Monti, il nostro paese non si salverà se non lo faranno i nostri connazionali; non crescerà se non verrà offerta loro la possibilità di farlo (per primi. Nelle loro vite. Individuali. Attraverso la cultura e la formazione). Nell’anno più acuto della crisi, questo misto di liberismo e di gelido tecnocratismo è la causa, e non la soluzione, dei nostri problemi. L’Fmi: “L’atteggiamento dell’Italia sui conti modello per gli altri paesi”. Ma se le persone non ce la fanno – e la “politica” – ? – infligge loro pure la beffa di trattarle come se portassero la colpa della nostra attuale situazione (di crisi) – i conti non tornano. Senza passione (umana), lo abbiamo già scritto, non c’è Politica. E senza Politica l’Italia non si salverà.

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