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“Ora 900 milioni per l’innovazione al Sud” Avevamo (ancora una volta) ragione noi Adesso governo raccoglie la nostra sfida E (ri -?)mette Italia sulla via della crescita

maggio 4, 2012 di Redazione 

Il giornale della politica italiana scrive, ormai dal febbraio 2010 (!), che l’innovazione è l’unica chiave del nostro possibile rilancio. E che, visto che oggi abbiamo “due” (o, meglio, una – dimezzata) economie – una che, al netto della crisi, continua a girare al nord; ed una che non esiste, di fatto, al sud. Ed è quest’ultima che azzoppa un Pil che – come ricordava il presidente del Consiglio qualche tempo fa – da troppo tempo è fermo al palo di cifre imbarazzanti – la nostra più grande esigenza-opportunità era avviare proprio nel nostro Mezzogiorno il progetto che avrebbe potuto (che “dovrà”) portarci a diventare la – possibile – più grande Silicon Valley del mondo. Ancora mercoledì ricordavamo che l’Italia è già la culla della ricerca. Senza (volerlo) essere (tale). Perché 16 (!) dei migliori 188 ricercatori del mondo vengono dal nostro paese; nonostante una Politica – e, a cascata, le sue clientele – che volendo mantenere (in tutti i sensi) se stessa, non vede di buon occhio (e, anzi, contrasta. E comunque non sostiene – come dovrebbe) i suoi migliori cervelli, costretti così a lasciare l’Italia. Ebbene, messo alle strette da una tornata amministrativa che – con un astensionismo mai così alto per l’elezione dei sindaci e il buon risultato di un movimento più anti-sistema che antipolitico quale il Movimento 5 Stelle – ha confermato l’alto tasso di “sofferenza” di un paese che fino a ieri pareva essere stato abbandonato dal governo a “vantaggio” dei mercati (unico destinatario – anche “verbale” – delle attenzioni del premier), l’esecutivo ci “ascolta” e punta a coniugare questa doppia esigenza – riorientare il nostro sistema nel senso dell’innovazione e incrementare l’economia inesistente al sud – in una serie di provvedimenti che ancora non bastano, ma costituiscono comunque il primo atto – propiziato da il Politico.it, che dopo aver fermato la deriva liberista della Destrasinistra sul lavoro, incassa questo nuovo, in prospettiva ancora più importante, passo in avanti – capace di (ri)generare (strutturalmente) la crescita. Che il presidente del Consiglio – anche per rispondere a quella “svolta a sinistra”, certo – lo chiami (“semplicemente”) “piano per l’equità” – dimostrando forse di non “rendersi – fino in fondo – conto” di avere toccato le corde più sensibili per un possibile sviluppo (strutturale): l’istruzione, (quindi l’autoimprenditoria giovanile, per la quale, va riconosciuto, il governo aveva già messo in campo impegno e – in termini di defiscalizzazione e incentivi – risorse,) l’innovazione – non riduce la portata delle decisioni dell’esecutivo. Che vanno però, ora, sostenute – con – la relativa – convinzione – coordinando l’impegno perché lo stimolo offerto al rinnovamento delle aziende – e ad un inizio di cambio di prospettiva culturale – non si disperda (vanificando anche lo stanziamento di risorse, come nel nostro paese, e tanto più al sud, non è infrequente – per usare un eufemismo – che avvenga) ma costituisca l’inizio di un percorso. Quello che può portare l’Italia – nel (breve, se sapremo mobilitare – attraverso la cultura – le nostre – migliori – energie) tempo – a tornare, dopo anni di annaspamento nelle retrovie, sulla corsia di sorpasso del mondo.

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