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Corriere, Fornero: “Art. 18 varrà per tutti” Ecco così la prova che lo avranno abolito ‘Riforma’ è solo ‘licenziamento selvaggio’ Dire no non è (più) “appiattirsi sulla Cgil” E’ (“solo”) dire no a interessi (particolari) Cgil stavolta persegue il bene del paese Pd non sia “affidabile”, pensi solo a Italia Formazione per innovazione per ripartire

marzo 21, 2012 di Redazione 

Cari Walter, Letta, Fioroni. Il giornale della politica italiana non ha mai condiviso la svolta (finto)socialista di Bersani. Una svolta autoreferenziale, perché non autentica – come dimostra l’iniziale sì di Pigi a questo accordo sul lavoro – e, comunque, perdente. Siamo stati noi a rilanciare, rigenerandolo, il concetto della vostra (nostra) “vocazione maggioritaria” del Pd. Che per noi è il “partito dell’Italia“. Ed è chiamato a darsi il solo obiettivo di fare il bene di (tutto) il Paese. Ma è proprio per questo, per questo Pd, che vi chiediamo oggi di dire no a questa non-riforma del lavoro, che ha il solo obiettivo di consentire il licenziamento selvaggio dei lavoratori. Non bastassero gli argomenti di merito – la possibilità di licenziare in piena recessione produrrà palesemente una carneficina sociale, portando le aziende a calare la zavorra dei loro dipendenti per salvare loro stesse tirando poi i remi in barca, senza (in un primo momento) neppure ripartire; accrescere il numero di aspiranti allo stesso numero di posti non aumenta l’occupazione, ma solo la competizione – sfrenata – tra candidati – non bastasse questo, dicevamo, ecco le bugie – sì, le bugie – del governo e in particolare del ministro Fornero, che confermano come le intenzioni dell’esecutivo siano opache, al punto che il titolare del Lavoro si trova costretto a presentare una realtà diversa da quella effettiva (evidentemente impronunciabile). Primo: “La via maestra sarà il contratto a tempo indeterminato”: ma quale tempo indeterminato, se le aziende potranno licenziare? Secondo: “Il nuovo art. 18 sarà esteso anche ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti”: ecco la prova che, qualunque sarà la modifica, verrà svuotato, reso inoffensivo. E il Corriere, stamane, titolando proprio con questa affermazione intellettualmente non onesta di Fornero, riconosce che tutto questo non genererà neppure un cicillo di crescita: appunto. Ma, allora, a che serve? Serve a perseguire un interesse (particolare), quello – di poter licenziare liberamente – di una classe imprenditoriale che così tornerà ad essere “padrona” dei suoi lavoratori. Se in piena crisi – in recessione! – si dà ad “un” imprenditore la libertà di licenziare i suoi dipendenti – sia pure con lo specchietto per le allodole di un ammortizzatore che (oltre ad andare a regime fra 5 anni) non durerà perché insostenibile economicamente: terza bugia (la più grave), su questo, del ministro del Lavoro – il datore dell’impiego deterrà una sorta di golden share sulla vita dei suoi dipendenti. 150 anni di conquiste della sinistra e dei lavoratori vanificate – in buona sostanza – dalla strategia suicida (proprio) di Pigi, a cui dobbiamo il cul de sac in cui ora ci troviamo calati. Senza che questo sia in alcun modo utile all’(intero) paese: il presidente Napolitano questa volta, spiace dirlo, ha torto: perché questa “riforma” non fa l’interesse generale, ma (altri) interessi (particolari). Che il governo Monti -spiace ancora di piu’ dirlo – incarna alla perfezione (molto meglio di Berlusconi! Da cui però, a quanto pare, ha imparato l’arte della mistificazione e del “ribaltamento della realtà”). In mancanza di alternative, anche, la (non) soluzione andrebbe presa in considerazione: ma le alternative ci sono (continuamente ri-elaborate e arricchite e poi proposte su queste pagine), già sperimentate (in altri Paesi. Che hanno costruito il loro boom su questo) e capaci, queste sì, di rigenerare quella crescita che, appunto, Dario di Vico stesso, oggi, riconosce non verrà con questa riforma. Il licenziamento selvaggio non è una conquista di modernità, ma un passo indietro, un “si salvi chi può” che va a discapito della (sola) vita delle persone più deboli. L’Italia non è alla canna del gas, l’Italia – se ritorna la Politica – ha un potenziale di crescita a doppia cifra che questa riforma, difensiva e tutt’altro che ambiziosa, allontana, e non persegue. Cari Walter, Letta, Fioroni. Nel voto in Parlamento sulla non-riforma del lavoro il Pd dica no, compatto, e intanto rilanci sul/ con l’innovazione. Il governo Monti vuole solo regalare alle aziende la libertà di licenziare, noi vogliamo rifare grande questo paese. Tutto. Senza, possibilmente, abbandonare al proprio destino nessuno.

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