Top

Ultima trovata dei politicanti: grosse koalition Unico obiettivo di Silvio: vincere ancora Unico obiettivo degli altri: reiterare potere Ma Italia ora ha bisogno della Politica Cittadini si organizzano per restituirgliela (Nuova) democrazia diretta attraverso Internet

febbraio 29, 2012 di Redazione 

Si chiamano “doparie”, le ha inventate un ricercatore calabrese, Raffaele Calabretta, e – al di là di una scelta nominale forse poco azzeccata – sono un efficace strumento di motivazione alla partecipazione e di consultazione (diretta) – auspicabilmente, sui contenuti – delle persone da parte dei partiti, con l’ambizione di rompere il muro di gomma (di incomunicabilità) che oggi separa la classe (?) “dirigente” (?) e il Paese e di contribuire (anche dal “basso” – ?) a restituire (così) la Politica – e non più, solo, la tecnica – all’Italia. Verso quella democrazia diretta (possibile, in tutti i sensi) traguardo del futuro che non può che passare, oggi, attraverso la valorizzazione (da parte) della Rete (della straordinaria potenzialità della partecipazione d(e)i – tutti i – cittadini). In una “società politica” preparata da quella rivoluzione culturale che restituisca a ciascuno di noi la capacità di pensare, e (quindi) di impegnarci, rifacendo della Cultura – e (quindi) della (vera) Politica, espressione (e organizzazione) della (nostra) anima (del – nostro – popolo) e della nostra vita – il nostro ossigeno. Tendendo a rendere così – rifacendo dell’Italia il luogo in cui si (si)rigenera, più generalmente, attraverso la produzione artistica e filosofica, attraverso l’innovazione (appunto, a 360°), il futuro del mondo – appetibile – per gli investimenti stranieri – il nostro sistema-Paese senza bisogno di rinunciare – come avviene in Cina, dove per questo la prospettiva di uno sviluppo inarrestabile comincia a traballare a “colpi”, purtroppo, di suicidi – ai diritti (basilari) dei (nostri) lavoratori. Le doparie di Insieme sono un (ulteriore) primo passo (in questo senso). Ce ne parla il suo principale ispiratore, Giuseppe Rotondo. di ALESSIA FURIA

-

di Alessia FURIA

Crisi dei partiti politici e non solo. Forte e crescente accentuazione personalistica della leadership. Uscirne si può. E si deve. Per dare spazio alla voglia di partecipazione democratica della società civile sempre più in atto in Italia. Come? Anche attraverso le doparie, un meccanismo democratico, ideato dal ricercatore CNR Raffaele Calabretta, che consente a tutti i simpatizzanti, gli iscritti e gli elettori di un partito, di conoscere, capire, dibattere e decidere con un voto, su questioni politiche importanti per il nostro paese. Non ancora previste nello Statuto del PD che pero’ all’art. 28 contiene disposizioni riguardo all’organizzazione di “referendum interni”, che potrebbero utilizzare tale metodologia, le doparie sono citate numerose volte da esponenti innovativi del PD – da Giuseppe Civati a Sandro Gozi – i quali si augurano che il partito democratico possa prima o poi organizzarle su scala nazionale.

Nell’attesa, la parola passa ai movimenti. Come “Insieme per il PD”, la civic community interna al PD nazionale, che ad oggi conta più di 21.000 iscritti in rete, con nuclei territoriali diffusi in tutte le regioni e che, del tutto in controtendenza rispetto ai partiti nazionali, ha scelto la riforma della legge elettorale come tema su cui fare e sperimentare una doparia on-line, primo esperimento di e-democracy deliberativa all’interno di un partito in Italia.

Ricercatori di Stanford, Harvard e del CNR seguiranno il processo e il risultato della doparia verrà presentato al segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani.

“Insieme” invita tutti gli interessati a iscriversi alla prima doparia on line sul sistema elettorale da adottare per il parlamento, un progetto pilota che prenderà il via il 15 marzo prossimo e durerà due settimane. Le iscrizioni si effettuano sulla pagina dedicata del portale di Insieme per il PD Per saperne di più abbiamo intervistato Giuseppe Rotondo (a lato), coordinatore nazionale di “Insieme per il PD”.

“Insieme per il PD”, di cui sei coordinatore nazionale, ha deciso di istituire un sistema on-line di doparie, INSIEME SI PUO’ CAMBIARE. La prima doparia on-line verterà sul sistema elettorale, quali sono le ragioni che vi hanno spinto a sperimentare questo progetto pilota?

“Insieme per il PD nasce nel gennaio 2009, come “community” sul web2.0, prima di diffondersi nei territori. Una comunità di elettori, simpatizzanti, militanti, coordinatori locali del PD che condividono progetti e valori. Uno dei suoi primi obiettivi è stato incentivare la partecipazione politica attiva attraverso lo sviluppo di strumenti innovativi di comunicazione, come i blog ed i social network. “Insieme” è una porta per avvicinare e coinvolgere i cittadini e, più in particolare, i giovani nell’attività politica del PD attraverso modalità aperte, orizzontali, libere e innovative. Come, ad esempio, il meccanismo delle doparie ideate da Raffaele Calabretta, che riteniamo sia un ottimo strumento per dare il via a un processo decisionale deliberativo attraverso il quale elettori e simpatizzanti possono confrontarsi, dibattere e decidere, tramite il voto, su questioni di cocente attualità. Le doparie a differenza di altri processi simili, riguardano le decisioni politiche prese da un partito. L’idea è nata dopo un dibattito organizzato da Insieme per il Pd di Bologna e dal suo coordinatore, Marco Lombardo, con Calabretta e Gianfranco Pasquino sulla democrazia partecipativa ed il distacco dalla politica. E la ragione che ci ha spinto a organizzare una doparia on-line sta nel fatto che siamo interessati a sperimentare innovazioni che possano contribuire a migliorare la democrazia rappresentativa, in senso partecipativo. Per partecipare al nostro progetto pilota è necessario iscriversi al portale di Insieme per il PD. Terminata la fase di iscrizione attualmente in corso, il 15 marzo daremo il via alle prime doparie on-line che dureranno due settimane”.

Perché sono importanti le doparie in una una vera democrazia partecipata?

“E’ importante sottolineare che il distacco tra politica ed elettori purtroppo esiste. I politici tendono a dare poco ascolto a quello che dicono e vogliono i cittadini. Ed è proprio nel periodo tra una elezione e un’altra che potrebbero agire le doparie; per colmare il distacco tra politica e problemi quotidiani dei cittadini, si attua questo meccanismo con il quale si sottopongono alla consultazione e decisione degli elettori non le scelte di persone per candidature, ma questioni cruciali e controverse, problemi spesso assenti nell’agenda politica del partito o le cui criticità sono in grado di dividere e “spaccare” il partito o la coalizione. O temi sui quali, dopo le elezioni, non c’è accordo nella maggioranza di governo. Le doparie, infine, possono servire agli elettori per imporre nell’agenda politica temi che sono vicini ai problemi quotidiani della gente, a cui i politici non danno risposta”.

Come nasce la doparia on-line sulla legge elettorale di Insieme per il PD?

“Un gruppo di membri di Insieme per il PD ha contattato il team di ricerca che sta sviluppando l’implementazione delle Doparie on line. In particolare, la doparia on line sulla legge elettorale è un progetto pilota di Insieme per il PD per valutare il possibile utilizzo futuro su vasta scala di questa metodologia. Con il nostro progetto pilota si vuole mostrare come i cittadini possono discutere, confrontarsi e, tramite il voto, arrivare a una scelta precisa, che si concretizzerà con un documento contenente una serie di linee guida chiare e incisive da presentare al partito con lo scopo di aiutarlo a prendere una decisione su una determinata questione, in questo caso la riforma della legge elettorale”.

Il sistema del voto è la prima caratteristica fondamentale che differenzia le doparie da un semplice dibattito che avviene in un circolo di un partito. Che sistema di voto si usa nelle doparie?

“In effetti le doparie potrebbero richiamare alla mente i dibattiti dei circoli di partito, ma a differenza di questi ultimi le doparie sono un sistema decisionale che produce un risultato ben preciso. Voglio sottolineare con forza che la proliferazione di dibattiti all’interno dei circoli spesso non produce alcun risultato, ed è anche questo purtroppo uno dei motivi alla base della disaffezione politica. Al contrario, coniugando un sistema di dibattiti deliberativi con un meccanismo di voto, le doparie risolvono questo problema alla radice. Per quanto riguarda il sistema di voto che si utilizza, ciò dipende dall’argomento della discussione. Se la doparia riguarda una scelta per la quale esistono due sole opzioni, può essere impiegato il sistema di voto a maggioranza semplice, se esistono, invece, opzioni molteplici, si useranno sistemi più complessi di aggregazione delle preferenze”.

Altro aspetto saliente che rende le doparie un ottimo strumento di partecipazione democratica è il dibattito di tipo “deliberativo” che si crea su una questione di cocente attualità. Ce ne puoi parlare?

“Diversamente dai referendum, le doparie non hanno quorum e possono essere proposte da un leader politico o dagli elettori che raccolgono le firme per spingere il loro partito a organizzare una doparia. A tale proposito ricordiamo che lo statuto del PD contiene disposizioni riguardo all’organizzazione di “referendum interni” (art. 28). Fin ora non è stato possibile utilizzare questo strumento perché mancano i regolamenti attuativi. I regolamenti potrebbero in effetti utilizzare la metodologia delle doparie. Inoltre, diversamente dai referendum, il meccanismo delle doparie necessita di un sistema di dibattiti deliberativi prima del voto, che richiede attenzione, impegno e partecipazione. L’obiettivo è quello di facilitare lo scambio di pareri tra i membri del partito, l’approfondimento dell’argomento in questione e la presa di una decisione finale che sia davvero informata e ponderata”.

Cosa bisogna fare per partecipare a una doparia on-line?

“Innanzitutto è necessario iscriversi alla doparia utilizzando la pagina dedicata del portale di Insieme per il PD. I partecipanti vengono divisi in gruppi di discussione, bilanciati in modo da raggruppare persone con diverse opinioni, età e background. Tutti ricevono una serie di materiali informativi riguardo l’argomento della discussione. Poi, per due settimane si discuterà tutti insieme. Gli esperti informano sugli aspetti tecnici degli argomenti trattati, rispondendo ai dubbi e alle domande dei partecipanti. È molto importante che gli esperti che introducono il dibattito di una doparia, rappresentino molti punti di vista differenti e che le informazioni siano presentate in modo “bilanciato”. Terminata la fase di discussione si procederà alla raccolta di tutte le idee e le proposte emerse, elencate in una grande lista e votate dai partecipanti per scegliere le più promettenti. Ciascuna idea è accompagnata da una chiara descrizione. Il risultato, insieme a un analisi della discussione e del profilo dei partecipanti, è raccolto in un documento pubblicato sul sito di “Insieme per il PD”, che sarà discusso in una conferenza apposita e consegnato al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani”.

Quali sono le questioni che più si adattano all’applicazione del meccanismo delle doparie?

Le questioni più adatte all’applicazione delle doparie sono quelle che potenzialmente sono in grado di alterare gli equilibri politici all’interno di un partito. Le questioni che toccano i conflitti di interessi e riguardano le contrapposizioni generazionali, i temi eticamente sensibili e in generale quelli che rischiano di “spaccare” il partito. Identificare la legge elettorale da appoggiare, ad esempio, è un tipico esempio di scelta che altera gli equilibri interni di un partito. Per questo motivo la doparia è un processo adatto per prendere una decisione che considera non solo gli equilibri interni delle gerarchie di partito, ma anche il sentimento dell’intera base. Per quanto riguarda i temi etici e i conflitti generazionali, le doparie garantiscono la massima legittimità della decisione presa. Inoltre, il processo deliberativo, cuore della doparia, assicura che vengano considerate tutte le opinioni e garantisce la massima rilevanza delle opinioni delle minoranze interne al partito”.

Perché il risultato scaturito dalle doparie dovrebbe avere valore vincolante per un partito?

“L’esperienza delle primarie insegna che difficilmente un partito o una coalizione politica possa disattendere la volontà chiaramente espressa dal proprio elettorato. Se lo ritenessero necessario per il bene dell’intera comunità o per il rispetto delle minoranze, i leader politici avrebbero comunque la possibilità di disattendere il risultato della doparia e quindi l’opinione prevalente degli elettori, ma dovrebbero spiegare a livello mediatico, le motivazioni della loro decisione di non rispettare il risultato delle doparie, assumendosene chiaramente le responsabilità”.

Tra esponenti politici e mondo della cultura e della società civile, le doparie hanno raccolto fino adesso diverse adesioni…

“Sì certo. Alcuni esponenti del PD, Giuseppe Civati e Sandro Gozi, annunciarono in rete di voler organizzare la prima doparia nazionale sostenendo l’iniziativa dei giovani Marco Gentili ed Emanuele Rallo, ma dopo si accorsero che mancava il “regolamento quadro” previsto dallo statuto. Tra le adesioni alle doparie ricordiamo quelle di Margherita Hack, Antonio Di Pietro ed Elio Veltri, moltissimi giovani e meno giovani di partiti di destra e di sinistra. On line c’è una petizione sulle doparie e su Facebook c’è un “personaggio” di nome “Doparie Dopoleprimarie”, un gruppo con diverse migliaia di sostenitori”.

Per partecipare alle doparie di Insieme clicca qui

Alessia Furia

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom