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***La divaricazione tra partiti e Paese***
GRIDA DI “BUFFONE” A NAPOLITANO, ITALIANI SEMPRE PIU’ ESASPERATI
di GAD LERNER

febbraio 21, 2012 di Redazione 

Perché l’Italia era in “crisi” – e noi lo segnalavamo da tempo – già prima che cominciassimo a rischiare (direttamente) il default, e un governo tecnico, di ordinaria amministrazione (“puramente” economica) – quando non di accelerazione, tutta Politica, ma molto discutibile, sulla strada sulla quale diminuiscono ulteriormente le certezze per i nostri connazionali, aumentando e aggravando il clima di instabilità e di paura – non ha gli strumenti – e nemmeno la legittimazione – per dare le risposte, e segnare la svolta, di cui il Paese ha bisogno. La colpa, naturalmente, non è di un Monti che onestamente e responsabilmente assolve alla propria funzione, portando avanti dignitosamente – per quanto con minore brillantezza di quanto l’ottimismo della volontà del capitalismo mondiale morente, suo principale referente e beneficiario, vorrebbe attribuirgli – il proprio mandato; ma di una politica politicante che si nasconde dietro Monti – e alla sua immagine di serietà – per far calare l’onda del malcontento degli italiani (nei propri confronti). Che tali signori chiamano “antipolitica”, e che invece rappresenta l’antidoto della società civile alla vera antipolitica: quella costituita dalla (loro) Casta. Ma in questo modo il dissenso – anzi, il conflitto di interessi, sia pure in questo caso tra due diverse (?) soggettività: ma gli eletti in Parlamento e i leader dei partiti, non dovrebbero esprimere gli interessi del Paese? – osserva il conduttore de L’Infedele, invece di trovare “sfogo” nella contestazione aperta, nella libera (! E democratica) partecipazione e magari in libere elezioni, cresce sottotraccia, dando luogo a “deviazioni” per certi versi incomprensibili – se non in questa chiave di lettura – come quelle a cui abbiamo assistito nelle ultime ore nei confronti del meno colpevole di tutti: il presidente Napolitano. Che ha già avuto modo di “compensare” con la propria regia nella formazione del governo Monti l’insipienza di una classe (?) “dirigente” (?) che è ora chiamata ad assumersi le sue responsabilità. O rilancia – con una piattaforma POLITICA: alla cui definizione, ché la via è “una”, non esistono punti di vista, ma risposte più o meno efficaci alle evidenti esigenze del Paese, il giornale della politica italiana contribuisce da tempo – l’azione del governo stesso per non solo rimanere al di qua dell’orlo del baratro, ma anche per riportarci, via via, alla posizione che ci compete nel mondo; oppure lascia. Ora. Prima che sia troppo tardi (di “nuovo” – ?). di GAD LERNER

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Per il secondo giorno di fila in Sardegna gruppi di contestatori gridano “buffone” all’indirizzo del presidente Giorgio Napolitano. E’ evidente a tutti, credo, che l’epiteto stride con la personalità del nostro capo dello Stato. Criticabilissimo, ci mancherebbe, ma difficilmente liquidabile come macchietta o comunque espressione della politica deteriore. Lo avverto come un segnale di esasperazione davvero sopra il livello di guardia. La conferma che nessun piano di risanamento potrà andare avanti a lungo con metodo tecnocratico prescindendo dalla partecipazione e dalla verifica della volontà popolare. Leggo da più parti l’opinione che sia troppo breve per il governo Monti l’orizzonte temporale della primavera 2013, e cioè che bisognerebbe dare più tempo a lui e ai suoi tecnici. Ecco, trovo che sia molto pericoloso lasciar crescere ulteriormente questa divaricazione fra economia e democrazia.

GAD LERNER

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