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Strada da percorrere la indicano i grandi Laici/cattolici, da Jung a Giovanni Paolo II La fede (di farcela) chiave nostro futuro Comunismo (evangelico) fine da trovare (E solo) la Politica può ‘guidare’ tutto ciò

dicembre 23, 2011 di Redazione 

“Io sono il bene” è un’affermazione che nessun uomo può fare propria. Il “bene” (“integro” e unitario) sta nell’Assoluto, che vari popoli e tradizioni, nel corso della Storia, hanno identificato religiosamente in una specifica rappresentazione di Dio. Ma fare (perseguire) il bene (o il “buono”, per dirla con Platone) è (può, deve essere) il nostro obiettivo. E da cosa può essere mosso e sostenuto, questo anelito, se non dalla “scoperta” (in qualche caso attraverso l’identificazione e – nel Cattolicesimo – anche l’”incarnazione”) del bene stesso? Ce lo dicono i grandi. Credenti in (un) Dio e non. a cui è dato cogliere che nell’anima – “Qualcosa di meglio” del corpo, e della natura (circostante) – sta la possibile via-risorsa della “salvezza” (per usare una simbologia religiosa). E questa via è la fede. Fede come senso di e relazione con l’Assoluto. Che consente di elevare, appunto, la propria anima (e, quindi, se stessi) e di superare “l’insostenibile condizione umana” (Sant’Agostino). Un “raggio” irregimentante che colma ogni lacuna, che compensa ogni mancanza; o meglio consente di “camminare” sopra di esse dando forma ad una (possibile) perfezione. E’ la Bellezza. Rieducarci alla Bellezza, trovando la fede, è il modo in cui le persone oneste e responsabili potranno restituirci un orizzonte.

Nella foto, Sant’Agostino: alle spalle, le “stelle del firmamento”. I grandi. Che possono (ri)vivere (attraverso di)n noi

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