Top

***Il potere del popolo (tutto)***
L’ITALIA (SI) AIUTI A RIALZARSI (CON) I PROPRI “ULTIMI”
di MATTEO PATRONE

ottobre 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Gli ultimi saranno i primi”. Ma in una società nella quale sono i primi, a volte, ad essere (gli) ”ultimi” (in tutti i sensi), qual è il destino degli uni e degli altri? Mentre il sindaco di New York offre di pagare loro il biglietto perché se ne vadano via, lontano dalla (mancanza di) Sguardo, quello di Milano – che può diventare davvero, come profetizzava Stefano Boeri, la “capitale del mondo” - restituisce le panchine al centro storico (senza braccioli che impediscano di sdraiarvisi!) ben consapevole che un Decoro senza (pubblica) dignità (in tutti i sensi) non esiste. Ma - ancora - non basta. Le persone che vediamo ogni giorno tenderci la mano (in tutti i sensi?) ai bordi delle nostre strade sono spesso (e sempre di più) persone di qualità e competenze (professionali). Perché, allora - ad un punto nel quale il welfare o (viene) cambia(to) o muore, e in cui abbiamo contemporaneamente bisogno di imprimere una spinta alla nostra economia - non legare un’assistenza i cui costi cessino di essere “a fondo perduto”, e dunque l’imprescindibile (ma reale! E sostenibile) impegno di tutti noi per tirare queste persone fuori dalla loro (attuale) condizione, con l’opportunità di farlo valorizzandone la Ricchezza a vantaggio del Paese? di MATTEO PATRONE Read more

***Giovani&(de)meritocrazia***
CERVELLI IN FUGA. O A MARCIRE INUTILIZZATI
di CRISTIANA ALICATA

ottobre 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Demeritocrazia che è anche l’assicurazione sulla vita di coloro che attualmente occupano le posizioni: di potere, di lavoro, di ricerca. Ed è per questo, naturalmente, che le cose non cambiano. Ed è la stessa ragione per la quale è necessario che il ricambio cominci dall’”alto” (?): rimuovendo quel “tappo” – rappresentato dall’attuale “classe” (?) “dirigente” (?) autoreferenziale di oggi – che impedisce alla pressione di uscire, e – prima – ai talenti di sprigionarsi. Immaginate (invece) un Paese nel quale i giovani – che vanno “preferiti” (o, almeno, messi nelle stesse condizioni di partenza) ai loro padri e ai loro nonni non foss’altro per un motivo: sono più “freschi”! Parola di Mark Zuckerberg – cessano di essere considerati una “subordinata”, e diventano (anzi, vengono riconosciuti nel loro essere) la risorsa dal più alto potenziale di (immediata!) “resa”. Un Paese nel quale le conoscenze, e le capacità, di generazioni che – nonostante gli sforzi compiuti per determinare l’esito opposto, e grazie soprattutto alla possibilità di vivere in una dimensione globale, della quale internet è (stata) la principale “condizione” – restano (almeno! Oggi) “alla pari” dei loro coetanei nel mondo, non vengono lasciate invecchiare e rese (quindi, poi) inutilizzabili, mentre la (nostra!) partita (ora!) viene giocata (persa) da chi non conosce nemmeno le (nuove) regole. Un’Italia nella quale la creatività non venga più guardata con sospetto – anche perché a “guardarla” non ci siano più persone cresciute nel clima culturale (?) di un’altra epoca – e in cui ad una maggiore fluidità del sistema corrisponda una effettiva, maggiore libertà di accedere e di contribuire alla sua affermazione. Un Paese in cui non ci “siano” (?) (più) lavori di serie A e di serie B, e in cui se qualcuno ha il sogno (ad esempio) di aprire un ristorante - come il protagonista del “racconto” (?) che state per leggere - non solo non viene intralciato, ma si cerca – (proprio) nelle regole - di “favorirlo”. Perché ciò, naturalmente, “aiuterà” l’intera comunità. Minimo sindacale per ogni moderna democrazia, tutto questo diventa un (primo) traguardo da (ri)conquistare nella nazione che, dagli anni ’80, è in mano agli stessi personaggi che concepiscono il potere per il potere, accompagnandoci verso il baratro. Poi si tratterà di definire (o di ri-assumere) l’orizzonte nella cui direzione muoverci. Cominciamo liberando le nostre energie già “pronte”. Evitando non solo che se ne vadano (e non tornino – mai – più). Ma anche che quelle che scelgono, coraggiosamente e (persino) responsabilmente, di restare e di lottare, rischino di andare perdute. Per sempre (?). di CRISTIANA ALICATA Read more

***Il richiamo della folla***
L’(ANTI)POLITICA (RI)GENERA IL RISCHIO TOTALITARIO
di FRANCO LARATTA*

ottobre 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dove l’antipolitica è, però, questa politica italiana autoreferenziale di oggi. Che con la sua mancanza di volontà, e (conseguente – ?) incapacità di concepire prospettive e di prendere decisioni (concrete), ingigantisce il vuoto di Politica e, quindi, di risposte. La bramosia, attizzata dalla (successiva) rabbia e dalla (possibile) disperazione, rischia non soltanto di creare le condizioni per una (crescente) conflittualità sociale, ma anche per/la quale può essere canalizzata (in senso deleterio) in due modi: attraverso la riaccensione di focolai di estremismo nello stesso corpo sociale, che possono (?) riportarci all’incubo del terrorismo (interno, e non senza la possibilità di pericolosi collegamenti alle forme “globali” che assume attualmente); evitando tutto questo ma attraverso quell’autorità(rismo) che, mediante il populismo – e contando su un materialismo (crescente) condizione di tutto ciò – può strumentalizzare la sofferenza che pervade la nostra comunità trasformandola in consenso nei confronti di una soluzione, appunto, antidemocratica. Ma la “medicina” non è, in un qualche richiamo all’ordine e alla disciplina rivolto non si sa bene a chi; bensì nell’assunzione di responsabilità di una politica che, abbiamo visto, costituisce il “tappo” (per usare le parole di Mieli) che ha impedito al vapore (dei bisogni della gente!) di uscire e ha trasformato il nostro Paese in una pentola a pressione pronta ad esplodere. Assunzione di responsabilità che non può che consistere in una sola scelta (dopo tanti richiami all’”azione” spentisi nel silenzio): lasciare. Ma non, soltanto questo governo. Anche coloro che, nel teatrino che (questa) politica ha messo in scena negli ultimi quindici anni, hanno fatto da spalla all’attore protagonista. E che non riescono più ad uscire dallo (sterile) cliché. Il deputato del Pd interviene evidenziando i possibili, primi sintomi di un ritorno alla foll(i)a. di FRANCO LARATTA* Read more

« Pagina precedente

Bottom