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***Il potere del popolo (tutto)***
L’ITALIA (SI) AIUTI A RIALZARSI (CON) I PROPRI “ULTIMI”
di MATTEO PATRONE

ottobre 13, 2011 di Redazione 

“Gli ultimi saranno i primi”. Ma in una società nella quale sono i primi, a volte, ad essere (gli) ”ultimi” (in tutti i sensi), qual è il destino degli uni e degli altri? Mentre il sindaco di New York offre di pagare loro il biglietto perché se ne vadano via, lontano dalla (mancanza di) Sguardo, quello di Milano – che può diventare davvero, come profetizzava Stefano Boeri, la “capitale del mondo” - restituisce le panchine al centro storico (senza braccioli che impediscano di sdraiarvisi!) ben consapevole che un Decoro senza (pubblica) dignità (in tutti i sensi) non esiste. Ma - ancora - non basta. Le persone che vediamo ogni giorno tenderci la mano (in tutti i sensi?) ai bordi delle nostre strade sono spesso (e sempre di più) persone di qualità e competenze (professionali). Perché, allora - ad un punto nel quale il welfare o (viene) cambia(to) o muore, e in cui abbiamo contemporaneamente bisogno di imprimere una spinta alla nostra economia - non legare un’assistenza i cui costi cessino di essere “a fondo perduto”, e dunque l’imprescindibile (ma reale! E sostenibile) impegno di tutti noi per tirare queste persone fuori dalla loro (attuale) condizione, con l’opportunità di farlo valorizzandone la Ricchezza a vantaggio del Paese? di MATTEO PATRONE

Nella foto, una persona rimasta senza casa

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di MATTEO PATRONE

Giuliano Pisapia restituisce le panchine del centro storico di Milano - che Letizia Moratti aveva fatto togliere in nome del ”decoro” (?) – ai milanesi e, soprattutto, a quelli senza (una) casa – per i quali la possibilità (almeno) di sedersi (dove e come siedono tutti gli altri!, e non a terra, (dis)degnati – di uno “sguardo” (?) – dall’alto in Basso) rappresenta la soglia (in tutti i sensi) minima della dignità (pubblica) – che tornano così a sentirsi (considerati) cittadini (quasi – come gli altri). Bravo (all’)assessore al Sociale, Pierfrancesco Majorino.

Ma la logica della (sola) “assistenza” – che non è del resto l’unica seguita dalla nuova amministrazione – appartiene alle relazioni tra diseguali: deboli e forti, “superiori” e “inferiori”. Costa, e non aiuta queste persone ad uscire dalla loro condizione (alla quale nessuno li ha condannati!). E non fa fare mezzo passo in avanti all’Italia.

Immaginate un Paese nel quale - guardando oltre la (mancanza di) profondità dello Specchio, nel quale tutti noi (non) vediamo (solo) noi stessi – siano invece i “deboli” – che non sono (necessariamente) tali! – ad “aiutare” i “forti”. In cui anzi gli “uni” e gli “altri” si aiutano vicendevolmente. Un Paese nel quale i cosiddetti “senzatetto” diventano una risorsa (attiva!) per la società offrendo il proprio contributo (in “cambio” di condizioni “minime” di vita, a cominciare da una casa. Pro tempore!) secondo le loro (spesso immense!) competenze e qualità.

In cui (questi) servizi (pubblici. E i relativi “costi”) cessano di essere “a fondo perduto”, e cominciano a rappresentare un investimento. A ”vantaggio” del “pubblico”, cioè di tutti (noi)!, e delle stesse persone direttamente coinvolte, che nel “ritrovare” loro stesse – attraverso il ritorno al “lavoro” - hanno (immediatamente!) – collaborando con chi si trova già “dentro” – nuove occasioni di rientrare in un sistema “mainstream” che avrà (non “solo” per questo, naturalmente) ripreso a a macinare kilometri (in avanti!).

E’ un Paese che potrà ritrovare (ma per davvero!) il decoro (nelle piazze e non solo), in cui gli anziani saranno assistiti a costi molto più bassi degli attuali, in cui – magari – “recupereremo” straordinari insegnanti – non (ancora, necessariamente) “di professione” - per una nazione che abbia scelto di rifare della cultura (e quindi anche della formazione permanente) il proprio ossigeno.

Un Paese in cui le persone che oggi vivono per strada cessassero di essere considerate “povere”, e ne venisse valorizzata la Ricchezza, è un’Italia che avrà già cominciato ad essere, di nuovo, la culla della civiltà.

MATTEO PATRONE

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