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***SILVIOGATE*** TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE di FRANCO LARATTA*

settembre 27, 2011 di Redazione 

Da parte lesa nel processo ai coniugi Tarantini, il presidente del Consiglio diventa sul finire di questo settembre probabile imputato, ai sensi dell’articolo 377 bis del codice penale. Non sarebbe infatti più da ritenersi vittima di un ricatto, ma istigatore dell’indagato Giampaolo Tarantini, al quale avrebbe “suggerito” di dichiarare il falso all’autorità giudiziaria. Sappiamo tutti, sostenitore e non, che Berlusconi si è imposto in Italia e nel mondo come uomo fuori dal comune. Per intelligenza, certo. O se preferite per scaltrezza. Come è possibile dunque che l’uomo dell’impero Fininvest si sia esposto ad una fine del genere? Un uomo consapevole di essere intercettato, una figura pubblica della sua portata esposta al pubblico giudizio, come può aver lasciato delle tracce così evidenti? Come ha potuto lui, “Cavaliere” della personalissima crociata contro le toghe rosse, rendere loro il lavoro così facile? Dov’è finito il calcolo, l’astuzia? E gli amici?(!) Il premier sembra essere rimasto da solo. Bossi: un alleato di comodo in attesa delle prossime elezioni. Tremonti: un nemico in casa. Quanto agli altri, sembrano essersi dispersi nel corso che faticosamente la giustizia è riuscita a compiere in questi anni. Ne sono rimasti pochi. E difficile è dire se siano ancora da considerare “amici” del premier. Franco Laratta tratteggia qui sulle nostre colonne un quadro di “tutti gli uomini del presidente” Berlusconi, di quelli che lo hanno aiutato nella sua ascesa al potere o -per dirla come l’uomo di Arcore- nella sua discesa in campo, e quelli che invece il premier ha dovuto aiutare per mantenersi saldo sullo scranno più alto della politica italiana. di FRANCO LARATTA*.

Nella foto, Giulio Tremonti e Umberto Bossi (uomini del presidente?)

di Franco LARATTA*

 

“Berlusconi è il politico del secolo. Ho sempre creduto nello Spirito Santo e considero Berlusconi come un evento spirituale…”. Don Gianni Baget Bozzo. Come ha potuto il Paese finire nel più profondo degrado morale; come ha potuto finire nella mani di un clan, fatto da condannati per mafia, truffatori di Stato, cricche e P3, corrotti e corruttori, falsari, tutti inseriti negli apparati, dal parlamento al governo, dalle istituzioni agli enti locali? Come ha potuto l´opinione pubblica di un grande Paese finire ingannata, sottomessa, cloroformizzata? Come e grazie a chi Silvio Berlusconi ha potuto governare l´Italia per così tanti anni, fallendo tutti gli obiettivi, ma riuscendo a salvare sé stesso dalla giustizia e fare sempre più ottimi affari con le sue aziende?

 

Ecco gli artefici e i responsabili dell’impero di Arcore:

FORZA ITALIA- AN- UDC. Berlusconi è l’imprenditore che agli inizi degli anni ’90, dopo il crollo della “prima Repubblica” scende in campo e conquista immediatamente il Paese. I primi responsabili, coloro che hanno dato il fondamentale avallo politico alla discesa in campo di Berlusconi, sono stati Forza Italia (un partito finto fondato dallo stesso Silvio insieme a Confalonieri e pochi altri) nato grazie alla struttura aziendale e commerciale dell´impero Fininvest. E poi AN di Fini, l´UDC di Casini e Buttiglione (Cdu-CCD), la Lega di Bossi e le sigle minori ex DC, ex PSI, ex PRI. Tutti hanno “garantito” che Silvio fosse l´uomo giusto per fermare “i comunisti” di Occhetto, D´Alema etc., e i catto-comunisti della sinistra DC, divenuta prima PPI e poi Margherita, per poi convergere con i DS nel PD.

TREMONTI. Giulio Tremonti ha gestito- fra alterne vicissitudini interne- l´economia del Paese. Per 8 anni degli ultimi 10, e per qualche tempo in precedenza è stato il discusso e contestato signore delle finanze pubbliche. Rigoroso nel fermare l´assalto dei ministri alla Cassa del Paese, non ha capito e non ha saputo gestire la gravità della crisi finanziaria internazionale che avrebbe travolto l´Italia tra il 2009 e il 2011. Davanti ai primi segni del tornado, rispose con la celebre, ma del tutto inutile, social-card! Forte dell’ appoggio della Lega, ha dettato legge nel governo, imposto le scelte gradite a lui e a Bossi, condizionato l’azione del Cavaliere e del PDL.

BOSSI. Capo assoluto del “popolo padano”, da uomo di lotta contro “Roma- ladrona” si è trasformato nell´uomo che ha salvato Berlusconi dalla fine politica. Dopo la rottura nel primo governo Berlusconi del ’94, diventa fedelissimo di Silvio, dal quale ottiene molte risorse, provvedimenti ad hoc, il federalismo fiscale in salsa leghista, i migliori ministeri, due regioni del nord. Salva dal carcere alcuni esponenti del governo, si schiera sempre a difesa di Silvio, anche davanti alla sua condotta scandalosa. Il popolo leghista in rivolta, i gruppi dirigenti sempre più lacerati, non hanno mai spaventato Bossi, che ha difeso Silvio dalla magistratura, dall’ira del popolo azzurro deluso, dai fallimenti della sua azione politica.

SCILIPOTI. Simbolo del trasformismo, del mercato dei parlamentari, della svendita dei deputati, Scilipoti con un gruppo di parlamentari dissidenti, nel dicembre 2010 salva il Governo, e dunque Silvio, dal voto parlamentare scaturito dalla clamorosa rottura di Fini con Berlusconi.

FELTRI E I GIORNALISTI D’ASSALTO. Giornalisti d´assalto, artefici della “macchina del fango”, professionisti della disinformazione, hanno cancellato i nemici e gli avversari di Silvio con i giornali e le tv di famiglia, ed hanno cloroformizzato il Paese grazie al Tg1 (Minzolini), al Tg4(Fede), a Porta a porta (Vespa). Da Feltri a Sallusti, da Ferrara a Belpietro, tutti al servizio del Padrone, sempre pronti a minimizzare le malefatte del Cavaliere, i fallimenti del suo governo, il malessere crescente dell’opinione pubblica.

LE DONNE DI SILVIO. Le donne di Silvio, sistemate tutte ai vertici del potere, elette parlamentari, promosse al Governo, sistemate nei consigli regionali. La Santanchè, Mara Carfagna, Michela Brambilla e le altre ministre e sottosegretarie di Stato, pronte a servire ed obbedire. Sempre pronte a scatenare l´ira del Capo contro amici e avversari, contro la stampa e i giudici comunisti. Della loro azione di governo rimane ben poca cosa.

IL “CLAN” E I FEDELISSIMI. Dell’Utri Marcello: con Fedele Confalonieri e Gianni Letta è il vero braccio destro di Berlusconi. E’ anche grazie a lui se nasce e si sviluppa rapidamente, e misteriosamente(!), l´impero di Berlusconi e poi Forza Italia; in stretti rapporti con i clan mafiosi, è stato condannato in secondo grado a 7 anni di carcere. Lui è simbolo della corruzione giunta fino alla “corte”: Previti, Cosentino, Bracher, Papa, Milanese, Verdini e decine di parlamentari coinvolti in inchieste giudiziarie, spesso condannati. Sempre stimati e molto ascoltati da Silvio, sono stati la punta dell’invincibile macchina da guerra che Silvio ha scatenato nel Paese per conquistare e mantenere il potere.

Ma agli inizi della carriera di Berlusconi si sono distinti personaggi oscuri, alcuni pregiudicati, arrestati, condannati. Alcuni nomi:

COMINCIOLI Romano: legato alla Fininvest; accusato di rapporti con boss mafiosi e di riciclaggio di denaro proveniente dalla Banda della Magliana.

DELL’UTRI Alberto: fratello di Marcello; arrestato per concorso in bancarotta fraudolenta.

BERRUTI Massimo Maria: già ufficiale della Guardia di Finanza, arrestato per tangenti; legato ad esponenti di Cosa Nostra vicini a Riina; legale della Fininvest negli anni ´90.

GELLI Licio: Capo della Loggia Massonica P2 alla quale era affiliato Berlusconi. Condannato a 19 anni di carcere per concorso in bancarotta, a 10 anni per la strage di Bologna e ad altri 17 anni per reati legati alla P2.

CALVI Roberto: grande finanziatore di Silvio Berlusconi, iscritto alla loggia P2, bancarottiere. Si sarebbe poi suicidato. Ma su quel suicidio ci sono sempre stati fortissimi dubbi.

CARBONI Flavio: faccendiere sardo, ricicla i soldi dei boss mafiosi e della banda della Magliana insieme a Romano Comincioli della Fininvest.

CARENINI Egidio: affiliato alla Loggia P2, già deputato, interviene per far spostare le traiettorie delle linee aeree di Milano Linate, al fine di favorire la speculazione edilizia di Milano2.

DONINELLI Ettore: Manager della la FIMO, coinvolto nel riciclaggio accertato di denaro sporco di provenienza mafiosa. La Dimo finanziava le attività di Berlusconi.

FIORINI Florio: amico di Berlusconi, arrestato per bancarotta, legato al boss mafioso Michele Amandini.

LOTTUSI Giuseppe: riciclava i soldi della mafia colombiana per conto della FIMO, una società svizzera che finanziava Berlusconi. Sconta 20 anni di carcere.

LUZI Romano: nel giro di produzione di film porno, agente pubblicitario Fininvest, coinvolto in inchieste sui fondi neri della stessa azienda, molto legato a Berlusconi.

RAPISARDA Filippo Alberto: finanziere coinvolto in inchieste e processi, legato a Dell’Utri, coinvolto in vari processi, sostiene la nascita di Forza Italia a Milano.

RASINI Carlo: sua la `Banca Rasini´ che ha finanziato le prime speculazioni edilizie Berlusconi. Nella Banca Rasini riciclavano il denaro sporco noti boss mafiosi.

RONCUCCI Sergio: era un dirigente della Fininvest, venne arrestato per corruzione.

ROSA Gianfranco: in qualità di Sindaco di Segrate nei primi anni `70, favorisce apertamente la costruzione di Milano 2. Fu indagato per occultamento di atti pubblici e concessione arbitraria di licenze edilizie.

ROSSETTI Michele: uomo politico lombardo, arrestato per una tangente di 800 milioni pagata dalla Edilnord di Berlusconi.

ROSSI Giancarlo: nel 1994 fu arrestato per corruzione e tangenti; indagato per riciclaggio di denaro sporco, ben conosciuto dalla Fininvest.

SCIASCIA Salvatore: manager della Fininvest, condannato per corruzione verso la Guardia di Finanza.

L’ARMATA CATTOLICA: Don Verzé, Don Gelmini (entrambi nei guai con la giustizia), Formigoni…. l´impero economico di Compagnia delle Opere, Comunione e Liberazione… i rami del mondo cattolico che fa affari, a fianco e a sostegno dell´impero Berlusconiano. Senza se e senza ma. Berlusconi grazie a loro e alle gerarchie vaticane, ha potuto godere di un vasto appoggio del mondo cattolico italiano. Riuscendo a conquistare in quel mondo un notevole consenso elettorale. “Considero Berlusconi come un evento spirituale…” parola di Don Gianni Baget Bozzo.

 

 

FRANCO LARATTA*

*deputato alla Camera per il PD

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