Top

“PECCATI” ITALIANI: BERLUSCONI “COLPEVOLE”, MA NON E’ IL SOLO. LA QUESTIONE MORALE DI UN PAESE IN CRISI di LUIGI CRESPI

settembre 25, 2011 di Redazione 

Dopo mesi di silenzio la Chiesa sembra infine pronunciarsi contro quegli «stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica». Così il cardinale Angelo Bagnasco mette all’”Indice” «i comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui». «Mortifica dover prenderne atto», ed al contempo «rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonchè la reciproca, sistematica denigrazione, poichè è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico». La Cei dunque si scaglia contro il mondo della politica, ma anche contro la società che genera e tollera questo modus vivendi. «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà – aggiunge il cardinale – . Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune». Bisogna «purificare l’aria, perchè le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate». Parole come pietre. Ma non un solo nome. Non quello che in fondo tutti si aspettavo: quello del presidente del Consiglio. La Chiesa si dimostra oltremodo democratica nel non far ricadere su di un’unica testa la condanna di immoralità. In questo modo il messaggio potrà vantare una eco molto più grande: “così fan tutti”(o quasi?), non solo Berlusconi. Senza per questo cedere ad un fin troppo facile qualunquismo, è giusto ricordare che lo stato di rovina e la mancanza di credibilità della nostra classe dirigente sono frutto anche di ben altri, altrettanto noti, personaggi dell’arena politca italiana. Luigi Crespi nel breve affresco che segue ritrae un problema si estenmde ben oltre una persona, ben oltre un partito, in modo trasversale, auspicando un rinnovamento, una rigenerazione per il bene del Paese. Sentiamo.“Persone” (?) che usano la nostra nazione per perseguire i propri interessi, contando sulla disattenzione generale e alimentando l’ipocrisia del “così fan tutti”.

di LUIGI CRESPI

O per puttane o per puttanate, tutta una classe dirigente si sta apprestando ad essere cancellata dalla cronaca. Berlusconi, definito da Belpietro non più il presidente operaio ma il presidente puttaniere.

Bossi, una figura piegata su se stessa che ormai si esprime a pernacchie e scorregge. Bersani, schiacciato dall’incoerenza della storia che cerca di rappresentare.

Di Pietro, anche lui tiene famiglia! Banche e banchieri, travolti da miopia e avidità. Star e starlette che rimbalzano da un letto all’altro. Manager accondiscendenti e incompetenti. Giudici giudicanti con uffici stampa “priapici”.

Tutti allegramente sognano il suono di un pifferaio magico che li sta portando sul dirupo, dove, sorridenti e gaudenti, uno per uno, confonderanno il precipitare con il volare.

I tonfi delle prossime settimane e dei prossimi mesi saranno assordanti. I più pensano che a tonfare sarà Berlusconi. Pochi hanno capito che insieme a lui cadranno, uno dopo l’altro, anche gli altri. Non c’è nessuno scampo. Non è la fine di un ciclo, è la fine di un’epoca.

Che forse ci consegnerà uomini che sapranno affrontare le nuove emergenze della società e sapranno dare risposte ad un futuro che appare sempre più incerto non solo in Italia ma in tutto il mondo.

 

LUIGI CRESPI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom