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***SULLA SCIA DI S&P*** ESTABLISHMENT ITALIANO COMPATTO: BERLUSCONI SE NE VADA di GAD LERNER

settembre 21, 2011 di Redazione 

Mattinata con Bossi ed i fedelissimi della nordica alleanza. In serata lo aspetta Giorgio Napolitano. Silvio Berlusconi prova a riparare l’irreparabile. In fondo mancano pochi mesi alla fine della legislatura ed una simbolica azione diplomatica potrebbe evitare un cambio della guardia a palazzo Chigi ante tempo. I “bollettini” esteri, che declassano il sistema Italia e la sua leadership politica, non fanno che aggravare la critica situazione in cui versa il Paese. La crisi economica sembra non raggiungere ancora il suo apice. Quanto a quella politica, i due appuntamenti dei prossimi giorni sembrano preoccupare enormemente l’uomo di Arcore:  giovedì la Camera voterà la richiesta di arresto per il deputato Pdl Marco Milanese, deputato del Pdl ed ex consigliere politico di Giulio Tremonti, mentre per mercoledì prossimo è in agenda il voto di sfiducia sul ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano. La maggioranza è inerme sotto lo scrosciare furioso degli eventi che l’avversano. Silvio Berlusconi cerca il suo più rassicurante ed ottimistico sorriso senza trovarlo, e nella smorfia improbabile che gli si disegna in viso l’establishment italiano legge più che la disperazione il segno inconfutabile della sua follia. E parla chiaro: “Berlusconi deve farsi da parte”.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

di Gad LERNER

 

Stamattina “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera” chiedono ufficialmente a Silvio Berlusconi di andarsene per il bene del paese. Roberto Napoletano, direttore del quotidiano della Confindustria, parla di “gesto necessario”, chiedendo al presidente del Consiglio di “farsi da parte” dimostrando di amare davvero l’Italia. Sul “Corriere” è l’ambasciatore Sergio Romano a suggerirgli “una possibile soluzione”: dovrebbe annunciare che non si candiderà più alla guida del governo e che le elezioni avranno luogo nella primavera 2012.

Mai l’establishment italiano era stato così chiaro, sulla scia di Standard & Poor’s, nel dire a Berlusconi quel che la maggioranza dei cittadini sente da tempo: non se ne può più di lui.

Tutto sta a vedere se nel suo schieramento di qui alla fine della settimana si leverà una qualche voce chiara che lo inviti per il suo bene al commiato.

 

GAD LERNER

 

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