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Azzarà: rapito il 14/8. Ma la stampa continua a non parlarne F. Laratta

settembre 7, 2011 di Redazione 

E’ un nostro connazionale, 34 anni. Operatore di pace. Attivo in un ospedale pediatrico. Per casi esattamente come il suo in passato la mobilitazione – di “tutti”! – è stata intensa e decisiva. Oggi - a cominciare da noi - lo st(i)a(va)mo dimenticando. Perché? La risposta viene forse da uno scenario completamente diverso, quello della Mostra del Cinema di Venezia. Dove Ermanno Olmi ha presentato ieri il film del suo (momentaneo) “ritorno”. Un film sulla (mancanza di) autenticità. Quella “tentazione” di guardarci (solo) allo specchio e di non dirci/ dire la verità e di costruire un mondo (e “persone”) di cartapesta, per cui i nervi, la “pelle”, le emozioni vengono soffocati sotto il “cartone” e non siamo più in grado di “comunicare”. La comunicazione (almeno quella tra Persone) è verità; il resto è truffa, inganno, illusione. Così non sappiamo più distinguere tra il vero e il falso, e “sentire” (e coltivare) la nostra “verità” interiore. E quando ad una stampa omologata in (e anzi co-fautrice di) una società di questo tipo si presenta un caso, “come gli altri”, di un italiano rapito in un Paese in cui si praticano l’orrore e la morte, in un momento nel quale il circo mediatico è già “appagato”, ecco che si rivela la (possibile) strumentalità dell’attenzione avuta negli altri casi e si finisce, in ogni modo, per dimenticarlo. Ma Azzarà, intanto, è in quelle mani. E la sua vita non può aspettare. L’appello del deputato del Pd che prova a “scuotere” (mai impresa è stata più grande) la nostra politica politicante di oggi. Se non riuscite a “darci” altro, almeno fatelo (per lui). di FRANCO LARATTA*

Nella foto, Francesco Azzarà

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di FRANCO LARATTA*

Troppo silenzio sul rapimento di Francesco Azzarà. Chiediamo a Frattini di intervenire alla Camera.

Ho chiesto ai 630 deputati italiani di sottoscrivere l’appello per la liberazione di Azzarà!

Da parte del governo nazionale, dell’opinione pubblica e della grande stampa, non c’è il giusto rilievo al caso del rapimento di Francesco Azzarà, che dal 14 agosto è stato sequestrato in Darfur. Il giovane calabrese operava in un ospedale pediatrico, stimato ed apprezzato da tutti.

In altri casi la mobilitazione è stata forte, decisa e decisiva. Il ministro degli Esteri venga alla Camera a riferire, l’opinione pubblica si mobiliti, tutti facciano sentire la loro voce!

Il grido deve essere forte e unanime: “Liberate Francesco” e deve sentirsi forte come un urlo in tutta Italia e in Europa. Francesco lavora per la povera gente, per i bambini, per la gente che viene sottomessa, soffocata, violentata in un teatro di guerra agghiacciante qual è il Darfur. Si tratta di un operatore di pace, di una persona sempre disponibile, un giovane che ha scelto la pace, in un mondo sconfitto dalla violenza e dalla guerra.

Francesco ha lavorato per i disperati, contro gli stermini, l’odio, le vendette. Grazie a Emergency, Medici senza Frontiere, i Padri Comboniani, le tante Organizzazioni e le Istituzioni governative e non, la pace si afferma anche nei luoghi di morte.

Ora dobbiamo salvare Francesco. Gridandolo con forza. E chiediamo, CON APPOSITA INTERPELLANZA URGENTE, che questo grido si senta forte anche in Parlamento. Lo chiediamo al Governo, lo chiediamo al Ministro degli Esteri.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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