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PENA DI MORTE E GARANTISMO: UN’INCOERENTE CONVIVENZA A STELLE E STRISCE di ANNALISA CHIRICO

settembre 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non si è potuto fare nulla per salvare la vita a Troy Davis, condannato nel 1991 per l’omicidio di un agente di polizia. La storia processuale dell’ultima vittima degli infallibili giudici U.S.A. risulta tuttora controversa, ma capace di mobilitare e sensibilizzare migliaia di persone in tutto il mondo. Il ricorso per ottenere un rinvio, presentato dalla difesa a poche ore dall’esecuzione, è stato rigettato dalla Corte Suprema e il detenuto è stato “giustiziato” con un’iniezione letale. Con la sua morte ad ogni modo non si è potuto mettere un punto definitivo alla questione di fondo: la pena di morte in che misura è in grado di coesistere coerentemente in un sistema per definizione garantista, quale quello statunitense, modello e ispirazione per l’intera giurisprudenza d’Occidente? Read more

LOTTA ALLA LEGALITA’: SAVERIO ROMANO E LA NUOVA POLITICA DEL CARROCCIO di MASSIMO DONADI

settembre 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Respinta la mozione di sfiducia per Saverio Romano, titolare del dicastero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Bastano 315 “sì” per sospendere le indagini per concorso esterno in associazione mafiosa che lo riguardano. I “no” non superano la quota 294. I radicali nelle file del PD fanno perdere 6 voti all’opposizione. Il governo invece si ritiene soddisfatto: Berlusconi osanna la compattezza della Lega e della sua maggioranza, che malgrado la guerra intestina non vede minata la sua efficienza al governo. Il ministro è “salvo”. Almeno nell’aula di Montecitorio. Ma varcata la soglia, una folla in protesta rivendica quella lotta alla legalità, che il Pdl e la Lega (tra cui il ministro Maroni) sciorinano da tanti mesi quale fiore all’occhiello di un “governo del fare”. Una sola realtà ma due pesi per misurarla? Ciò che è valido nel mezzogiorno, nelle grandi città del centro e del nord d’Italia, lo è ancora in Parlamento? di MASSIMO DONADI. Read more

***SILVIOGATE*** TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE di FRANCO LARATTA*

settembre 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da parte lesa nel processo ai coniugi Tarantini, il presidente del Consiglio diventa sul finire di questo settembre probabile imputato, ai sensi dell’articolo 377 bis del codice penale. Non sarebbe infatti più da ritenersi vittima di un ricatto, ma istigatore dell’indagato Giampaolo Tarantini, al quale avrebbe “suggerito” di dichiarare il falso all’autorità giudiziaria. Sappiamo tutti, sostenitore e non, che Berlusconi si è imposto in Italia e nel mondo come uomo fuori dal comune. Per intelligenza, certo. O se preferite per scaltrezza. Come è possibile dunque che l’uomo dell’impero Fininvest si sia esposto ad una fine del genere? Un uomo consapevole di essere intercettato, una figura pubblica della sua portata esposta al pubblico giudizio, come può aver lasciato delle tracce così evidenti? Come ha potuto lui, “Cavaliere” della personalissima crociata contro le toghe rosse, rendere loro il lavoro così facile? Dov’è finito il calcolo, l’astuzia? E gli amici?(!) Il premier sembra essere rimasto da solo. Bossi: un alleato di comodo in attesa delle prossime elezioni. Tremonti: un nemico in casa. Quanto agli altri, sembrano essersi dispersi nel corso che faticosamente la giustizia è riuscita a compiere in questi anni. Ne sono rimasti pochi. E difficile è dire se siano ancora da considerare “amici” del premier. Franco Laratta tratteggia qui sulle nostre colonne un quadro di “tutti gli uomini del presidente” Berlusconi, di quelli che lo hanno aiutato nella sua ascesa al potere o -per dirla come l’uomo di Arcore- nella sua discesa in campo, e quelli che invece il premier ha dovuto aiutare per mantenersi saldo sullo scranno più alto della politica italiana. di FRANCO LARATTA*. Read more

“PECCATI” ITALIANI: BERLUSCONI “COLPEVOLE”, MA NON E’ IL SOLO. LA QUESTIONE MORALE DI UN PAESE IN CRISI di LUIGI CRESPI

settembre 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo mesi di silenzio la Chiesa sembra infine pronunciarsi contro quegli «stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica». Così il cardinale Angelo Bagnasco mette all’”Indice” «i comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui». «Mortifica dover prenderne atto», ed al contempo «rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonchè la reciproca, sistematica denigrazione, poichè è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico». La Cei dunque si scaglia contro il mondo della politica, ma anche contro la società che genera e tollera questo modus vivendi. «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà – aggiunge il cardinale – . Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune». Bisogna «purificare l’aria, perchè le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate». Parole come pietre. Ma non un solo nome. Non quello che in fondo tutti si aspettavo: quello del presidente del Consiglio. La Chiesa si dimostra oltremodo democratica nel non far ricadere su di un’unica testa la condanna di immoralità. In questo modo il messaggio potrà vantare una eco molto più grande: “così fan tutti”(o quasi?), non solo Berlusconi. Senza per questo cedere ad un fin troppo facile qualunquismo, è giusto ricordare che lo stato di rovina e la mancanza di credibilità della nostra classe dirigente sono frutto anche di ben altri, altrettanto noti, personaggi dell’arena politca italiana. Luigi Crespi nel breve affresco che segue ritrae un problema si estenmde ben oltre una persona, ben oltre un partito, in modo trasversale, auspicando un rinnovamento, una rigenerazione per il bene del Paese. Sentiamo. Read more

IL “TEAM” DI BERLUSCONI: UN CAPPELLO D’ASINO AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE di GAD LERNER

settembre 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se i neutrini superano la velocità della luce, le notizie sul web non sono certo da meno. Soprattutto se nel dover rivalutare la statura del genio di Einstein, ci troviamo di fronte all’imbarazzo di ben altra “ignoranza”. Alla stupefacente notizia del Cern è seguito infatti un pomposo comunicato del ministero di Viale Trastevere, che nello sciorinare l’eccellenza della ricerca italiana (quasi fosse merito di uno Stato che la sostiene) riesce piuttosto a sprofondare in una gaffe abissale. A detta della Gelmini lo Stato italiano avrebbe finanziato un tunnel di collegamento Ginevra-Gran Sasso (una megaTAV?!) e lo avrebbe fatto con solo 45 miliardi di euro (che il ministro è convinto di aver ceduto ai fisici per farvi correre al suo interno i velocissimi neutrini). Il team di Berlusconi riesce sempre a sorprendere (o forse no). E forse e proprio questo il problema. All’interno, di GAD LERNER. Read more

‘Obiettivo’ (finale) ‘mondo unica nazione’ Non ci si arriva aprendo strada a conflitti Vaneggiando di “libera (?) circolazione” In vasi (sì) comunicanti (ma,ora) diseguali Il nostro contributo sarà rialzarci in piedi Aiutando a farlo (anche) Continente nero E torneremo a guida nuova Civilizzazione

settembre 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

I buonisti di casa nostra sono, in realtà, i peggiori nemici dei nostri fratelli di altri Paesi. Con la loro “pretesa” ideologico-populistica di abbattere (tutte) le frontiere in un pianeta caratterizzato (ancora) da profondi squilibri e diseguaglianze – per cui la “circolazione” non può essere (allo stato attuale) ”libera” - mettono l’Italia nella triplice difficoltà di un aumento della pressione ai nostri confini, di travisare completamente il modo in cui affrontare il tema delle migrazioni e di un’ulteriore esacerbazione della contrapposizione tra chi vive già qui e chi viene da fuori. Strumentalizzando gli (stessi) stranieri, piegati ai propri scopi propagandistici. Strumentalizzazione che è (anche, però) “nascondere” (o, irresponsabilmente – o marginalmente - trascurare) le potenzialità che l’Italia ha nel determinare un cambiamento delle condizioni dei loro Paesi attraverso il rilancio di se stessa e, (necessariamente) “dopo”, agendo sulle dinamiche geopolitiche. Il mercato, lo ha scritto per primo Gabriele Federici sul nostro giornale, favorisce la relazione pacifica tra le nazioni. Ma, come abbiamo (“ben” – ?) visto in questi mesi, (pre)dominando la Politica finisce per essere (a sua volta) fattore di (ulteriori) distorsioni che, incidendo sulle (stesse) dinamiche sociali (in primo luogo interne agli stessi Paesi) rischiano di riproporre gli stessi problemi attraverso un percorso (solo) più lungo. Ma un mercato che sia “affidato”, invece, alle mani, sagge e lungimiranti, della Politica può mantenere la propria funzione di “collegamento” riducendo i propri effetti distorsivi. Immaginate – come abbiamo già scritto – un’Italia che, dopo essersi rimessa in piedi (e ciò può avvenire solo se la Politica – italiana – si occupa di questo, prima – di (non) occuparsi – (che) dei problemi di altri), torni a valorizzare la propria Storia (anche diplomatica), la propria posizione (geografica) e il recupero di un “respiro” Culturale facendosi motore – con l’effetto primario di rimettere il nostro sud al centro -delle reti di relazione commerciale e culturale- del mondo – di un “incontro” tra Africa ed Europa e, a partire da questo, favorendo una “normalizzazione” – nel senso di un abbattimento delle tentazioni colonialistiche e di un aiuto a camminare con le proprie gambe -offrendo un antidoto alla narcotizzazione perpetrata dai vecchi -e nuovi- Paesi (appunto) colonizzatori- nei confronti del Continente nero – attraverso il nostro Mezzogiorno, degli “scambi” (in senso ampio) tra Oriente e la stessa Africa. E lo faccia non in nome dei (soli) interessi economici dei Paesi coinvolti, ma (ri)cominciando a vedere l’economia come leva (al servizio) di un possibile sviluppo – o progresso – più ampio, di respiro (appunto) culturale. Immaginate Paesi che, a “margine” (?) degli scambi economici, promuovano (ad esempio) progetti di ricerca comuni, in campo scientifico-tecnologico ma non solo. Immaginate un’Italia che, tornata ad essere la nazione-guida (dal punto di vista morale, filosofico) del mondo, riunisca Paesi che nella logica del (solo) mercato “rischiano” di avere ancora “ragioni” (?) per osteggiarsi, in uno “sforzo” (?) comune – attraverso anche sempre maggiori contaminazione e, appunto, scambio – per (ri)definire i nostri orizzonti. Immaginate un mondo che, a ormai un “passo” dalla propria (progressiva) (auto)distruzione, recuperi quel respiro filosofico che gli consenta di aprirsi, inaspettatamente, nuove prospettive. Utopia? Non necessariamente. Di certo (!) si può partire dall’Italia, che in “mano” a chi sappia cosa fare può tornare ad essere il luogo in cui si (ri)genera, giorno per giorno, il futuro del mondo. Ulivieri ora, sui semi di tutto questo; l’incontro tra culture nel Paese, stretto tra buonisti e razzisti (che come il presidente del Consiglio e la “classe” (?) “dirigente” (?) del centrosinistra si “tengono” – e alimentano - a vicenda), di “oggi” (?). E’ il giorno del cinema sul giornale della politica italiana. Il giornale di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico de il Politico.it, e del nostro professore. Il cinema chiave – attraverso la Politica – della costruzione del futuro. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

DIECI DOMANDE A SILVIO BERLUSCONI di FRANCO MONTORRO

settembre 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Colle in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno scolastico lancia un appello alla coesione nazionale di fronte al «peso delle gravi difficoltà che l’Italia sta affrontando». Coesione nazionale, giustissimo. Ma alle istanze ideali è anche giusto contrapporre la concretezza dei fatti, quella che vede il Bel Paese costellato da realtà plurime, talmente distanti fra loro a livello concettuale da avere come unica incidenza il verificarsi sullo stesso territorio. Realtà fisicamente limitrofe, se non sovrapposte, che funzionano a compartimenti stagni. Non si contagiano. Non si  conoscono. O meglio solo talune ne conoscono di altre. Di Silvio Berlusconi a quanto pare non sapremo mai abbastanza. Ma quanto e cosa sa della vita della maggior parte degli italiani Silvio Berlusconi? Che idea può essersi fatto l’uomo di Arcore sui cittadini, sulla loro vita, sui loro problemi quotidiani? Non sarà un concetto di  vita italiana alquanto alterato dalla sua personalissima esperienza del vivere? E soprattutto, un leader così distante dal popolo che intende governare, è in grado di interpretarne le istanze?  Ce lo domandiamo da tempo –ormai da anni– ed oggi qui sulle nostre colonne se lo chiede anche Franco Montorro, che evitando una fin troppo facile risposta, rivolge piuttosto dieci domande al nostro presidente del Consiglio. Sentiamo. Read more

***OTTIMISMO BERLUSCONIANO(?!)*** SILVIO NUN TE REGGAE PIU’!! di FRANCO LARATTA*

settembre 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Cosa scriverebbe Rino Gaetano se fosse ancora in vita? Probabilmente nulla di più nulla di meno di quanto non abbia scritto trent’anni fa! Le sue canzoni sono odi alla modernità, opere moderne, ed in quanto tali sempre attuali. Ascoltare la sua voce graffiante e le sue parole acute, critiche, puntuali, ferocemente descrittive di una realtà italiana –oggi come allora– intrisa di incoerenza politica, di paradossi sociali, di mera ingiustizia, può servire da parametro sul quale misurare le vicende che avviliscono l’oggi e impediscono un domani al Paese. “Nun te reggae più” diviene così una vera e propria fonte d’ispirazione in un giovedì di fine settembre in cui Berlusconi “scherza” sulle escort, Marco Milanese evita l’arresto per un soffio di voti mentre a Tremonti si riserva la “vergogna” dell’assenza. “Nun te reggae più”: un leit motiv maturato negli anni, esasperato negli ultimi mesi. Scandalo dopo scandalo. L’onorevole Franco Laratta (con il permesso di Rino) ne avverte la eco lontana e decide di dedicarlo al nostro presidente del Consiglio. Ora che l’intero establishment italiano ne chiede a gran voce una resa senza condizioni, la parabola berlusconiana sembra destinata ad una fine melodrammatica. Una fine degna dell’Italietta che cantava sprezzante Rino Gaetano, e che oggi torna  rivisitata nei nomi (ma non nei contenuti) per mano di Franco Laratta. Sentiamo.

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***SULLA SCIA DI S&P*** ESTABLISHMENT ITALIANO COMPATTO: BERLUSCONI SE NE VADA di GAD LERNER

settembre 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mattinata con Bossi ed i fedelissimi della nordica alleanza. In serata lo aspetta Giorgio Napolitano. Silvio Berlusconi prova a riparare l’irreparabile. In fondo mancano pochi mesi alla fine della legislatura ed una simbolica azione diplomatica potrebbe evitare un cambio della guardia a palazzo Chigi ante tempo. I “bollettini” esteri, che declassano il sistema Italia e la sua leadership politica, non fanno che aggravare la critica situazione in cui versa il Paese. La crisi economica sembra non raggiungere ancora il suo apice. Quanto a quella politica, i due appuntamenti dei prossimi giorni sembrano preoccupare enormemente l’uomo di Arcore:  giovedì la Camera voterà la richiesta di arresto per il deputato Pdl Marco Milanese, deputato del Pdl ed ex consigliere politico di Giulio Tremonti, mentre per mercoledì prossimo è in agenda il voto di sfiducia sul ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano. La maggioranza è inerme sotto lo scrosciare furioso degli eventi che l’avversano. Silvio Berlusconi cerca il suo più rassicurante ed ottimistico sorriso senza trovarlo, e nella smorfia improbabile che gli si disegna in viso l’establishment italiano legge più che la disperazione il segno inconfutabile della sua follia. E parla chiaro: “Berlusconi deve farsi da parte”. Read more

S&P DECLASSA L’ITALIA: DOVE SONO FINITI I GRANDI DEMOCRATICI E I GRANDI LIBERALI DEL PDL? di MASSIMO DONADI*

settembre 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Cala la scure di Standard & Poor’s sulla malandata economia del Bel Paese. Per molti era solo questione di tempo, ed infatti ecco che l’agenzia di rating americana presenta il conto: «le prospettive di crescita dell’economia si sono deteriorate» ed il governo Berlusconi «non sembra in grado di dare risposte efficaci». La replica del Cavaliere non tarda: «Le valutazioni di Standard & Poor’s sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche. Vale la pena di ricordare che l’Italia ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e il governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo». Si attende dunque la vendemmia in un autunno inoltrato, per quanto molto “caldo”? Si vedrà. Intanto ad alzare i toni (e temperature) del contenzioso ci pensa Emma Marcegaglia,  che al taglio del rating all’Italia reagisce ferina: «L’Italia è un paese serio e siamo stufi di essere lo zimbello internazionale». Confindustria chiede ormai con regolarità quotidiana al governo le riforme che consentano al Paese di evitare il baratro. E questo sembra non riuscire a rispondere. Non a Confidustria. Non al Paese. Read more

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