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***DL ANTICRISI*** IL VETO DELLA LEGA ED IL CONTROLLO DELLA UE FANNO SALTARE LA MANOVRA DI ARCORE IN MENO DI 48 ORE

agosto 31, 2011 di Redazione 

La manovra di Arcore non sopravvive al crepuscolo senza trovare una nuova camaleontica ed improbabile definizione. L’altolà delle toghe e la denuncia di “golpe” della Camusso trovano paradossalmente forza nel veto della Lega, che sulla stretta pensionistica in merito al riscatto degli anni della laurea e del servizio militare impongono il loro categorico “no”. Torna così sulla bilancia della manovra l’aumento dell’Iva ed il contributo di solidarietà, probabile argomento del Consiglio dei ministri di giovedì, per quanto Palazzo Chigi ribadisca in queste ore  un ordine del giorno  a base di disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili. Certo è che non si può abbassare la guardia ora che l’occhio vigile dell’Europa è puntato sula composizione della manovra: la Commissione europea avrà «particolare attenzione» ed «è fiduciosa che le misure per il rilancio della crescita avranno un peso maggiore». Questo l’invito di Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici, che rammenta come la Commissione «non si aspetti che gli obiettivi su cui l’Italia si è impegnata con i partner europei siano rimessi in discussione» e nella sua analisi sul testo della manovra «farà particolarmente attenzione alla composizione finale del pacchetto di misure». Bruxelles punta sui provvedimenti per la crescita affinché «abbiano un peso maggiore». Intanto a fronte del continuo rimischiare le carte dei provvedimenti anticrisi, l’opposizione attacca: «Nel mondo tutti pensano che l’Italia sia una barca senza timone e, francamente, è difficile dar loro torto» chiosa il segretario del Pd Pier Luigi Bersani da Modena. Ed ancora: «La diffidenza dei mercati si spiega con il fatto che questo famoso pareggio di bilancio in questi provvedimenti non c’è». «Farsa», «Scandalo» e manovra inesistente, sono gli attributi scelti da Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, che ammonisce: « C’è un limite alla decenza: visto che resistono norme come quella sul tfr e la tredicesima, chiedo di sapere quando hanno intenzione di rompere il patto stretto con evasori e privilegiati». Mentre il caos impera, l’unico obiettivo che sembra alla portata di una maggioranza confusa e divisa dai troppi interessi particolari, sembra essere la sopravvivenza fino a fine legislatura. Quanto a quello del pareggio… All’interno, di GAD LERNER.

Nella foto da sinistra, Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Umberto Bossi (complicità reale o apparente?)

di Gad LERNER

 

Ecco in che mani siamo, e perchè corriamo il pericolo che la Banca Centrale Europea si stufi di comprare i nostri Titoli di Stato per evitare la bancarotta italiana.

Escogitano provvedimenti demenziali al solo fine di evitare le tasse sui ricchi. Poi si rendono conto della loro stessa bestialità e li ritirano meno di due giorni dopo. L’annullamento della norma che scippava il riscatto della naja e degli studi universitari ai fini pensionistici, è solo l’ultima dimostrazione d’incompetenza di gente disperata, aggrappata disperatamente ai suoi privilegi. Cercheranno di sopravvivere fino al 2013? E’ il loro unico scopo. Ma non gli sarà facile.

Nel frattempo, per colpa loro rischiamo grosso tutti quanti.

 

GAD LERNER

 

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