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***DL ANTICRISI*** LA MANOVRA DI ARCORE “MIGLIORA” SOLO PER I RICCHI

agosto 30, 2011 di Redazione 

«Sono molto, molto soddisfatto perchè la manovra è migliorata senza modificare i saldi. Ora è più equa. Sono stati ridotti di molto i costi della politica, tagliate parecchie poltrone. La Lega è stata responsabile, ora è necessario che lo siano le opposizioni». Il presidente del Consiglio si dice dunque soddisfatto: «Avevamo detto subito – ricorda(?) Berlusconi – che quella manovra, varata per avere un intervento della Bce a tutela dei nostri titoli di Stato sotto attacco della speculazione, sarebbe migliorata. Ho sempre lavorato ad agosto per rendere la manovra più equa e sostenibile». Per “equa e sostenibile” il premier intende “all’insegna del proprio successo”: «Io avevo detto che introducevo il contributo di solidarietà con il cuore che grondava sangue perchè da sempre ho promesso che non volevamo mettere le mani nelle tasche degli italiani- sostiene Berlusconi–. Siamo riusciti a levarlo con altre fonti di risparmio». Altra vittoria quella che incassa il Cavaliere in seno al partito: «Sono soddisfatto perchè il risultato conferma la coesione della maggioranza e si può constatare come la realtà sia diversa da quello che racconta la stampa, con i romanzi d’agosto dei rapporti dentro la maggioranza e tra me e Tremonti». Quanto alla riduzione dei costi della politica aggiunge: «Noi ci avevamo provato ma poi la sinistra bocciò la nostra legge con un referendum. La nostra determinazione è assoluta, perchè i costi della politica sono forti e per questo siamo grati al senso di responsabilità della Lega. Ora in Parlamento tocca all’opposizione e se ci sarà l’accordo con una maggioranza dei due terzi, potremo arrivare in poco tempo ad approvare la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione delle Province». Peccato che la chimerica pretesa di ridurre i costi della politica, attraverso il procedimento di revisione del dettato costituzionale, abbia dei tempi decisamente troppo lunghi per costituire la cassa della manovra. Questi verranno presi sempre dalle solite “tasche”. E la manovra di Arcore si fregia di un “inequivocabile segno di classe”, come denuncia il nostro Gad Lerner. Sentiamo.

 

Nella foto, Silvio Berlusconi

di Gad LERNER

 

La manovra di Arcore ha un chiaro, inequivocabile segno di classe, come avrebbe detto il vecchio Marx.

Difende il capitale a scapito del lavoro. I ricchi tirano un sospiro di sollievo. Non dovranno mettere mano al portafogli. Il contributo di solidarietà viene abolito prima ancora di entrare in vigore. Il governo di centrodestra ha deciso di recuperare il medesimo gettito (circa 1,5 miliardi di euro) dai lavoratori che avevano scelto di riscattare il periodo di servizio militare o di studi universitari ai fini pensionistici. Lavoreranno come minimo un anno in più, pur di salvagiardare i ricchi da una sia pur minima redistribuzione degli oneri che peraltro non avrebbe intaccato il loro tenore di vita. Il resto è solo cortina fumogena, con la demagogica e insignificante supertassa sui parlamentari e il rinvio alla prossima legislatura dell’abolizione delle province e del dimezzamento di Camera e Senato.

Il guaio è che scegliendo di evitare un intervento sulla ripartizione della ricchezza non si commette solo un’ingiustizia sociale, ma si rischia di andare dritti verso un crollo delle compatibilità economiche del sistema.

 

GAD LERNER

 

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