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***POLITICAMENTE DIVERSI(?)*** COSA HA DA DIRE ORA IL PD SU FILIPPO PENATI? di GAD LERNER

agosto 29, 2011 di Redazione 

Torniamo sul caso Penati. Nel primo pomeriggio vi abbiamo riportato le prime dichiarazioni del sottosegretario Enrico Letta. Ora possiamo aggiungervi ciò che pochi minuti fa ha, finalmente, detto Pier Luigi Bersani: «Come partito possiamo dire che non ci piacciono le prescrizioni anche se si parla di cose di sette/dieci anni fa perché vorremmo che su queste vicende non ci fossero ombre e si arrivasse alla verità». Il segretario Democratico ha dunque avvertito il clima interno al suo partito e malgrado l’indecoroso ritardo prova infine ad allinearvisi. Quanto al futuro di Filippo Penati nelle file del PD, Bersani aggiunge: l’espulsione è «un meccanismo affidato allo statuto e alla commissione di garanzia che è al lavoro la quale si farà una opinione e ci dirà. Non interferiamo in nessun modo con la magistratura perché abbiamo un profilo etico che ci interessa preservare». Qualcuno però, proprio dalle file Democratiche, ritiene che questo non sia sufficiente. Il dibattito sul rapporto esistente tra politica ed interessi economici, non è una prerogativa del centrodestra ed il caso Penati è solo il più recente e palese esempio della trasversalità del fenomeno. Al di là della sorte dell’ex presidente della provincia di Milano il punto è: il PD è davvero un partito diverso? è in grado di dimostrarlo in simili occasioni? e se così non fosse, cosa intende fare per dimostrare (almeno?) in queste “faccende” di essere la reale alternativa alla politica di Berlusconi?

Nella foto, Filippo Penati

di Gad LERNER

 

Mettiamo la foto di Filippo Penati con dietro il simbolo del Partito democratico perchè ricordo quel che dissero Bersani e i dirigenti lombardi del Pd al momento di fronte alle rivelazioni dell’inchiesta sestese: “Confidiamo che Penati risulterà estraneo, abbiamo fiducia in lui”.

E ora? Hanno qualcosa da dire? Si accontentano della derubricazione del reato da concussione a corruzione, grazie a cui Penati evita l’arresto?

Comprendo che egli legittimamente se ne compiaccia, ma per l’onorabilità del partito cambia forse qualcosa?

Ho ricevuto un paio d’inviti per dibattiti alla prossima “Festa democratica” di Milano. Se ce ne sarà uno su questo problema spinoso, che ha a che fare con la concezione del rapporto fra politica e interessi economici dell’attuale gruppo dirigente, sono disponibilissimo a parteciparvi. E naturalmente non mancheremo di parlarne anche in televisione.

 

GAD LERNER

 

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