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***Politicamente contro(?)*** I QUARANTENNI DEL PD SCELGONO INFINE LA PROPRIA “BATTAGLIA”: RINVIARE LO SCIOPERO DELLA CGIL(?) di MARIANNA BARTOLAZZI

agosto 26, 2011 di Redazione 

Crisi vuol dire Opportunità. Lo ripetiamo dal 2008. Opportunità per ricostruire un’Economia al collasso. Opportunità per regolamentare i mercati, le banche, la speculazione finanziaria. Opportunità per un governo cui è toccata in sorte un’annata sfortunata, in cui ogni buona cosa sarebbe stata migliore. Ma soprattutto, Opportunità per il maggior partito di opposizione, il Partito Democratico, che negli anni del Berlusconi IV ha avuto infinite –lo vogliamo ripetere– “opportunità” per imporsi come forza politica alternativa del Paese. Quante occasioni ha avuto il PD per rigenerare se stesso? E quante ne ha colte? Se dai banchi delle opposizioni è stato più difficile imporre la propria voce nel contenzioso parlamentare, cosa è stato fatto per migliorare il partito al suo interno? Poco? Nulla? Il partito democratico è tale solo nel nome? Di certo, se Democrazia è (anche) ricambio, rinnovamento della classe dirigente, il Pd ha un’evidente deficienza in tal senso. I vertici del partito sono atrofizzati, sin troppo silenti in giorni in cui si gioca la partita definitiva del futuro dell’Italia. Intanto, per il 6 settembre si prepara uno sciopero generale: le bandiere rosse della Cgil verranno a presentare il conto al governo e alla politica tutta. Che sia il momento giusto per un’iniziativa del genere? Ai lettori la risposta. Quello che qui intendiamo registrare è come a fornte di questo momento il partito dei Democratici sia alle prese con un’emorragia: Bersani dà il proprio sostegno alla Cgil (si sospetta più per tradizione che per convinzione), e nel frattempo una frangia di “giovani” (ovviamente over 40) decide di cimentarsi con la propria “battaglia di formazione”. Alla loro tenera età pensano che una raccolta di firme in un momento così drammatico sia più utile al Paese che non rinchiudersi in commissione,  in  Aula, e lottare per una manovra davvero equa per tutti? “Ingenuità”? Mancato tempismo? o mero tornaconto personale? Le risposte(?) all’interno, di MARIANNA BARTOLAZZI.

Nella foto, il segretario democratico Pierluigi Bersani (turbato?)

di Marianna BARTOLAZZI

 

Esposito, Misiani e Boccuzzi (chi sono? direte. Tre deputati Pd) raccolgono le firme per un documento che chiede il rinvio dello sciopero Cgil.

Non entro nel merito della proposta. Non sono del tutto convinta neanche io che il momento per uno sciopero sia propizio. Dopodichè, sono d’accordo (lo so, è strano) con l’opinione del segretario, che ricorda l’autonomia del sindacato e la fine ormai decennale del collateralismo tra quest’ultimo e il partito.

Ciò che mi stranisce, forse ancora più di questi 40° romani, è la recinzione mentale di questi quarantenni Pd.

Rispondendo al giornalista che ha chiesto se avrebbero chiesto la firma del documento a Renzi oppure a Civati e alla Serracchiani, i tre dell’Ave Maria se ne escono con un non ben precisato “Magari dopo il primo giro”…oppure “Direi di no…”

 

……………………….

 

Qui i puntini di sospensione dovremmo metterli noi.

Ma che risposte sono? Esiste un primo ed un secondo giro di firme? Certamente sì, ma dovrebbero avere la struttura del senso politico, non quella, abbastanza sospettata, del “Tu non firmi perchè il tuo nome lo conoscono tutti poi a me chi mi si fila sui giornali ci vai tu”.

Che tristezza. Che angoscia. Che depressione.

Ma è stato all’ultima dichiarazione che il mio sistema nervoso è collassato.

Boccuzzi: “Pensiamo che la classe dirigente nuova si forma (magari un congiuntivo, eh?) nelle battaglie. Come questa, per il rinvio dello sciopero Cgil.”

 

COME QUESTA? CIOE’, CON TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA FARE, IO MI DOVREI SBATTERE PER RACCOGLIERE LE FIRME CONTRO L’UNICO SINDACATO CHE, PUR CON LIMITI E PROFONDI ERRORI DI NATURA VINTAGE, HA MANTENUTO UN MINIMO DI COERENZA NEL SUO RAPPORTO CON I TESSERATI E IL GOVERNO?

No, proprio non sapevo che avrei potuto formarmi così. Cavolo, ho perso anche questo treno. Mannaggia.

Ero convinta che la formazione fosse studio e formulazione di riforme, fosse elaborazione di una proposta politica valida e alternativa, fosse dimostrare, con responsabilità, capacità e anche un pizzico (più di un pizzico) di ribellione alla base del partito e agli elettori, che se la classe dirigente fosse composta da tipi come me, governerebbe meglio di tipi come “loro”.

Niente, non ci sono arrivata nemmeno stavolta. Bisognava raccogliere le firme contro la Camusso.

Vabbè, ora me lo segno.La prossima volta non mi fregano.

 

MARIANNA BARTOLAZZI

 

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